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“ Per la prima volta, la campagna sfratti zero anche in Italia assume la dimensione di una vera iniziativa di massa…“ Editoriale di Walter De Cesaris segretario nazionale dell’Unione Inquilini


L'AUTUNNO DI LOTTA PER IL DIRITTO ALLA CASA

 

L'impegno dell'Unione Inquilini per la costruzione di un  fronte di lotta

radicato, unitario e articolato

 

Per la prima volta, la campagna sfratti zero anche in Italia assume la dimensione di una vera iniziativa di massa.

Il prossimo 10 ottobre in 100 città si svolgeranno  cortei, presidi, picchetti, assemblee, volantinaggi, riunioni di organismi elettivi convocati per l'occasione.

Tantissime sedi dell'Unione Inquilini sono il traino di questa iniziativa che coinvolge, tutti alla pari, associazioni, comitati di base, movimenti di lotta, centri sociali, sedi territoriali di sindacati  di base e confederali  e di partiti della sinistra di classe.

Poniamo due questioni molto semplici al governo e alla politica:

1.     gli sfratti sono un problema generale dell'Italia, non una residuale sacca di emarginazione e neanche più solo un problema delle grandi aree metropolitane ma una questione che riguarda, pur con differenze territoriali, tutte le città, grandi, medie e piccole.

2.     il problema degli sfratti è la punta dell'iceberg di una condizione più generale riguardante la negazione del diritto alla casa per fasce sociali crescenti e per una intera generazione (quella del precariato) e, allo stesso tempo, è emblematica della crisi che ha prodotto il più grave impoverimento di massa dal dopoguerra e della crudeltà sociale, oltre che del fallimento, del rigorismo a senso unico dei cosiddetti "governi tecnici".

Gli sfratti per morosità, che sono ormai il 90% dei quelli emessi, sono la cartina di tornasole di questa situazione.

Sappiamo anche noi che con il blocco degli sfratti non si risolvono i problemi. Ma è chiaro a tutti che, senza il blocco degli sfratti, di tutti gli sfratti, compresa la morosità, parlare di una soluzione a questi problemi è parlare al vento.

Il blocco di tutti gli sfratti è la condizione necessaria, quindi, per impostare una nuova politica della casa che rilanci l'affitto sociale e l'accessibilità al diritto per tutti, dentro una questione ancora più generale che è quella della città come bene comune.

Per fare questo, serve il conflitto sociale e mettere il diritto alla casa come tema generale del cambiamento necessario nelle politiche economiche e sociali del Paese.

Il 26 ottobre, promossa assieme alle organizzazioni sindacali degli inquilini collegate ai sindacati confederali, lanciamo un'altra iniziativa: una serie di richieste urgenti al governo su interventi urgenti e indifferibili. Manteniamo la nostra autonomia e la nostra distinzione su punti importanti ma cerchiamo lo stesso un incontro e un dialogo con chi è diverso da noi, partendo da cose concrete:   il blocco di tutti gli sfratti, il rifinanziamento del fondo sociale per gli affitti, un diverso fisco sulla casa che escluda l'IMU sulle case popolari, incentivi gli affitti concordati (facendo il contrario di quanto il governo ha fatto con al cosiddetta cedolare secca), la penalizzazione di chi tiene gli alloggi sfitti, gli sgravi fiscali sull'affitto per gli inquilini, il forte incremento da subito degli alloggi popolari a disposizione dei comuni con interventi urgenti e l'introduzione di una postazione di bilancio per l'edilizia residenziale pubblica nella legge di stabilità.

Il 26 ottobre porteremo queste richieste ai Prefetti di tutte le province italiane e poi, il 16 novembre, tutti assieme promuoveremo un presidio nazionale sotto il  Ministero delle Infrastrutture che vorremmo assumesse le dimensioni di una vera manifestazione.

C'è un filo che vogliamo tessere: allargare il fronte, rompere gli steccati e le divisioni, farla finita con il considerare il movimento come una riserva di caccia o come il proprio "orticello". Vogliamo contribuire alla riunificazione di un movimento di lotta unitario e  articolato sulla base di contenuti precisi e concreti, senza cappelli, senza primogeniture, senza confusioni: ognuno se stesso, ognuno autonomo ma ognuno riconoscendo all'altro il medesimo diritto e quindi ricercando una relazione senza gerarchie.

Il blocco di tutti gli sfratti, compresa la morosità, è una richiesta che unifica sindacati, movimenti, realtà sociali, comitati di base, altre organizzazioni della società civile e della politica. Perché non dirlo tutti assieme, accrescendo così la nostra capacità di incidere ?

Così è su altri punti fondamentali: un nuovo intervento pubblico per aumentare l'offerta di alloggi a canone sociale; penalizzare le case sfitte, colpendo l'evasione fiscale e la speculazione edilizia, ecc.

Sono punti di una possibile piattaforma di rivendicazione.

Perché rinunciare ? Oggi è il momento di rompere gli steccati e di fare il grande salto nel conflitto sociale come leva di un grande movimento per l'alternativa

Anche per questo, come Unione Inquilini abbiamo deciso di aderire ai referendum contro le manipolazioni dell'articolo 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori fatte dal governo e di partecipare con grande convinzione alla manifestazione nazionale a Roma del 27 ottobre, il "No Monti day".

Insomma, per tutti noi è cominciato un autunno di impegno straordinario.

Noi vogliamo starci fino in fondo.

 

Walter De Cesaris




Data notizia09.10.2012

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