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per il no alla proroga il governo usa giustificazioni ridicole, mobilitazione nazionale


Unione Inquilini – Segreteria Nazionale

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SFRATTI: IL NO ALLA PROROGA DEGLI SFRATTI PER FINITA LOCAZIONE AI DANNI DELLE FAMIGLIE DISAGIATE E’ UN CRIMINE SOCIALE. LE GIUSTIFICAZIONI DEL GOVERNO SONO RIDICOLE.

IL PARLAMENTO RIPARI A QUESTA ASSURDA INIQUITA’.

PER GENNAIO L'UNIONE INQUILINI PROMUOVE MOBILITAZIONI  DAVANTI A TUTTE LE PREFETTURE, IN PARLAMENTO E SOTTO LE SEDI DEL GOVERNO, INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE.

Dichiarazione di Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini

“Ci sono pesanti omissioni sulla comunicazione in merito agli sfratti e alla mancata proroga nel decreto mille proroghe.

In Italia non vige alcuna sospensione generalizzata dell’esecuzione degli sfratti.

La sospensione valeva solo per gli sfratti per finita locazione e ai danni di particolari categorie di nuclei familiari con gravi disagi.

Per parlare seriamente della gravissima questione sociale degli sfratti occorre partire dai dati reali: negli ultimi 6 anni sono stati circa 350 mila, di questi circa il 90% sono per morosità, per i quali non c’è alcuna sospensione.

In Italia si eseguono ogni anno, con l’intervento della forza pubblica, oltre 30 mila sfratti senza che vi sia, nell’80% dei casi, un qualsiasi intervento pubblico che possa permettere un accompagnamento sociale verso un altro alloggio a costi compatibili con il reddito.

Per godere della sospensione dello sfratto per finita locazione occorreva essere in una condizione di forte disagio economico e familiare.

Infatti, la legge, disponeva la proroga solo per i nuclei con reddito lordo complessivo inferiore ai 29 mila euro  e contemporanea presenza di almeno una delle seguenti condizioni: presenza di anziani con più di 65 anni, minori, portatori di handicap gravi, malati terminali.

Nella grande maggioranza dei casi, valutabile in almeno il 70%, in questa tipologia di sfratti sono coinvolti anziani con reddito di sola pensione.

La misera giustificazione del Ministero delle Infrastrutture consiste nell’affermare che con una recente legge i fondi per la morosità incolpevole e per il cosiddetto fondo sociale sono stati incrementati.

Si tratta di una cosa che non si regge in piedi: la ragione dei fondi di sostegno è quella di cercare di impedire che si realizzino ulteriori sfratti, sostenendo le famiglie “border line” ma non hanno alcuna incidenza su sfratti già emessi ed esecutivi per finita locazione. Lì la sentenza già c’è stata e non è dovuta al fatto che l’inquilino non pagava l’affitto. Anche sulle cifre, il governo continua a fare il gioco delle tre carte: tira fuori dei numeri senza senso perché somma gli stanziamenti fino ai prossimi 7 anni, dando invece per intendere che siano quelli immediatamente a disposizione. La realtà è che il fondo sociale per glia affitti che nel 1998 (anno in cui gli sfratti erano la metà di oggi) era, tradotto in euro, di 300 milioni, oggi è di due terzi inferiore, arrivando a 100 milioni.

Il governo smentisca questo dato, se è capace!

Si rimane allibiti leggendo la cinica esultanza del Presidente di Confedilizia: “Finalmente si è interrotta la liturgia delle proroghe”.

L’unica liturgia che occorrerebbe interrompere è quella dello stillicidio di 150 sfratti eseguiti con la polizia ogni giorno lavorativo e che spezza nuclei familiari e crea drammi sociali.

Quello dovrebbe essere in particolare il cruccio del governo, non quello di incrementare gli sfratti, estendendolo ai nuclei con pesanti disagi e senza risorse e mezzi di reperire un alloggio alternativo.

Il Parlamento ora ripari a questo disastro, emendando il testo in sede di conversione in legge del decreto e reinserendo la proroga.

Noi promuoveremo una vasta campagna di mobilitazione.

Per il mese di gennaio abbiamo indetto una vasta mobilitazione unitaria anche con  un presidio di fronte al Senato e contemporaneamente chiederemo alle Prefetture delle città  che non venga assegnata al forza pubblica per quella tipologia di sfratti.

 

In ogni caso, faremo picchetti antisfratto per impedire, anche con l’interposizione non violenta, che anziani, portatori di handicap, malati terminali, minori possano essere buttati sul marciapiede.”




Data notizia02.01.2015

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