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Con l’ISEE la drastica riduzione di quel che resta del welfare “universale”.


Da mesi l’ISEE campeggia nel sito www.unioneinquilini.it in una rubrica centrale.

 L’accertamento ISEE è ormai on line; con qualche clic l’INPS accede alle banche dati sui depositi bancari, sulle possidenze immobiliari e sulle erogazioni sociali. Vai ad un CAF e in pochi minuti ti vedi radiografato ed … escluso.

Perché di questo si tratta e non riguarda i “ricchi”; vivi in una casa di proprietà con la tua famiglia, hai accantonato il TFR. Sbarrelli.

Eppure hai pagato sempre, puntualmente, tutto quello che lo Stato e i Comuni ti richiedevano. Per avere in cambio che cosa?

Ora sei colpevole – protestando - di non voler sostenere la lotta alla povertà: è la nuova slide renziana. Già, perché potrai trovarti addirittura senza la pensione di reversibilità, che per il ministro Poletti va razionalizzata per dar qualcosa ai poveri-poveri.

Perché tutto questo? Malvagità, sadismo? Nooo. E’ coerenza di classe, di ceto, di ghenga: sta nel ciclo delle vacche magre, nel mancato surplus. Chi stracomanda non intende prendere atto che l’imperialismo occidentale ha le gambe corte, che la crescita è un mito di altri tempi.

Sobrietà, programmare diversamente le risorse, cambiare lo “Stato” di cose esistente vorrebbe dire indebolire la presa. La torta è ridotta, i rendimenti inesistenti. Ci vorrebbe un diverso realismo. Mi dicono che il capitale non concepisce la stasi; che consolidare vorrebbe dire amministrare correttamente, qualificare, raddrizzare, tamponare, vivere meglio con meno. Inconcepibile per i saccheggiatori.

Per gli impuniti è naturale rovesciare l’assunto: far vivere peggio e con molto meno un popolo vasto ed ancora parecchio indifeso!

Ovviamente non c’è solo l’ISEE anche se è una gran furbata. Il resto, che conta moltissimo, è sul lavoro. Ed è nella tradizione secolare di quello che gli economisti classici definivano come differenziale dei costi comparati. Scusatemi, è lontana mia reminiscenza. Voleva dire andare a produrre dove il costo era minore e in patria ridurlo in modo da far concorrenza agli altri.

Ultima domanda: servirà a qualcosa? Per niente, sarà una progressiva estenuazione.

Dunque, aspettiamoci di dover in qualche modo andar oltre alla quotidianità, a pensare collettivo, a non far spallucce.

Oltre non vado. Ne abbiamo discettato abbastanza. Quello che mi sento di dire é che non sono un profeta solitario, che questo è anche senso comune.  E lo percepisco dialogando anche nella nostra consulenza.

Vincenzo Simoni –UI Firenze – 18 febbraio 2016.




Data notizia18.02.2016

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