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Lo Stato non c’è più, ma la cricca c’è ancora


Privatizzata l’Enel – privatizzata la Telefonia – privatizzate le Poste – privatizzate tutte le banche – privatizzate le Autostrade e che altro ancora? La scuola, la sanità, l’acqua, le polizie? E per il diritto alla casa? Lasciamo perdere.

Se anche cambiano le maggioranze, radicalmente con un governo alternativo, ci si trova senza gli “antichi” strumenti di direzione pubblica. E per invertire il processo, bisognerebbe “legalmente” risarcire gli azionisti di controllo che le sono prese, le Banche, le Poste, i Telefoni, l’Energia, la gestione delle autostrade … la stessa Cassa Depositi e Prestiti e la Banca d’Italia. Avete visto lo schiacciamento nei confronti della Raggi?!

Bisogna essere consapevoli che siamo oppressi da una colossale usurpazione, capace di ricorrere ai TAR, al Consiglio di Stato, alla Suprema Corte, per bloccare, intralciare, spostare, intimidire, farci mollare.

Lo Stato non c’’ più? Ma al suo posto non c’è il nulla, c’è appunto l’usurpazione.

Detto questo, si molla e chi affoga, affoga, o si passa alla legittima difesa e si fa massa con le stesse parti sane che reggono alcune frazioni del Stato Sociale e che si sono prodigate con totale dedizione in queste stesse terribili giornate.

Ci sono, e sono essenziali per produrre una diversa energia, assieme a chi ha già percepito, ha già votato, ha già tentato di bloccare l’usurpatore renziano. Nessuna enfasi, nessun politicismo, c’è bisogno di far fronte civico.

Questo nella straziante emozione di questi terribili giornate.

V. Simoni – 20 gennaio 2017.

PS: sto esaminando i panel “sulle periferie” – qualche giorno di analisi, poi le deduzioni. Perché non basta imprecare, bisogna approfondire e circostanziare.

A presto.




Data notizia20.01.2017

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