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Finanziarizzazione  e diritto all’abitare.

Le  cartolarizzazioni di SCIP

 

La bolla speculativa immobiliare e lo scandalo delle cartolarizzazioni in Italia

 

Nello scoppio della crisi economica più grave a partire dal 1929, la speculazione immobiliare internazionale ha avuto un rilievo fondamentale.

 

Sottolineiamo  tre aspetti, che meriterebbero ognuno ulteriori approfondimenti specifici.

 

La crisi dei mutui americani e l'aggravarsi della sofferenza abitativa.

 

E' stata la prima esplosione della patologia della crisi: una finanziarizzazione speculativa senza rapporto con l'economia reale. Negli USA, ha prodotto oltre 2 milioni di abitazioni sotto amministrazione controllata. Nelle zone povere delle città americane, le banche (anche quelle europee) dopo l'esproprio dei mutuatari insolventi, risultarono essere tra i più grandi proprietari terrieri (1). In Italia, emergono dati agghiaccianti sugli sfratti: circa 70.000 sentenze di sfratto nel 90% dei casi per morosità incolpevole. Un contenuto di piattaforma importante, per i comitati contro la crisi che si propone di costituire: ottenere il blocco degli sfratti per la morosità incolpevole.

 

  • Il rapporto tra speculazione immobiliare e la questione urbana (potremmo dire, tra diritto alla casa e diritto all'abitare).

 

Non solo le case, ma gran parte delle nostre città, degli immobili, delle reti di approvvigionamento, dei servizi,   sono diventate, dentro i processi di privatizzazione in atto, sfere di investimento e di decisione del capitale privato. Ciò comporta la fine dell'urbanistica come programmazione e governo pubblico dello spazio urbano. La "città come bene comune" è uno dei punti di fondo per la costruzione dell'alternativa.

 

  • La bolla speculativa.

 

Le operazioni di finanziarizzazione del settore immobiliare hanno interessato moltissimo i più importanti gruppi imprenditoriali  e determinato un vero e proprio riassetto al suo interno. La capitalizzazione di borsa dei capitali immobiliari ha smosso miliardi di euro. Un solo dato generale: in Italia, nel periodo delle cartolarizzazioni i redditi nominali sono cresciuti del 13%, i valori immobiliari sono schizzati del 131% (una velocità 10 volte maggiore). Una parte fondamentale della torta è stata rappresentata dalle dismissioni del patrimonio pubblico, che ha avuto una accelerazione fortissima, nelle procedure e nei tempi di effettuazione, attraverso le cosiddette "cartolarizzazzioni". Un giro di affari enorme, una bolla speculativa immensa, causa non effimera di quella droga finanziaria che ha ucciso i più poveri e ha finito per avvelenare l'intera economia.

 

 Vogliamo ora  tradurre questo impianto nel concreto della vicenda italiana, in quello che possiamo definire il capitalismo reale, l'intreccio perverso, cioè, tra politica, affari, speculazione finanziaria. Uno scandalo di enormi proporzioni che investe direttamente le istituzioni governative, nazionali ed europee e il rapporto tra queste e il sistema creditizio globalizzato.

 

L’operazione Scip: 90.000 unità immobiliari degli enti previdenziali pubblici cartolarizzati per una gigantesca operazione di finanziarizzazione di un intero comparto di alloggi pubblici.

 

Per rendere il racconto più interessante, possiamo tradurlo come la trama di un film, una sorta di romanzo criminale che ha per protagonisti e interpreti attori famosi del sistema creditizio mondiale e del crack finanziario globale: Lheman Brothers, J.P. Morgan, ecc. e per procuratore esecutivo (il mandante), il trattato di Maastricht e, in particolare, la tenuta del rapporto tra debito e PIL.

 

Il regista e sceneggiatore di questa grande opera è stato senza dubbio, l’allora  potente Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

 

Nel 2001, per l’allora Ministro Tremonti era imperante la  finanza creativa ed era il suo vangelo.

 

Il Ministro  Tremonti fu l’inventore delle più moderne e spregiudicate operazioni finanziarie utilizzate per fare cassa. Era il Tremonti che invitava  gli italiani, nel loro piccolo, a fare come gli americani, a indebitarsi e ipotecare la propria casa per avere liquidità e rilanciare i consumi. Abbiamo visto come è andata a finire

 

Fu il Ministro Tremonti  quello delle cartolarizzazioni degli immobili pubblici

 

Non si è prestata attenzione a questa vicenda come sarebbe stato necessario. Mario Sensini, (3)  la definì come "una delle più grandi dismissioni immobiliari mai fatte al mondo". Più modestamente, Tremonti ha parlato della "più grande cartolarizzazione mai fatta da uno Stato europeo".

 

Una vicenda che si snoda come un colossal con una trama avvincente perché è una applicazione reale della finanza creativa, applicata a una cifra enorme. La Corte dei Conti nel 2006 (4) ha fatto un rendiconto: a fronte di portafogli cartolarizzati pari a 129,1 miliardi, sono stati conseguiti ricavi pari a 57,8 miliardi con un importo alla riduzione del debito pari a 15,9 miliardi (ogni 8 miliardi cartolarizzati meno di 1 miliardo di riduzione del debito).

 

Spieghiamo per sommi capi il meccanismo prodigioso messo in piedi: il Ministero dell’economia per  vendere gli immobili  li cede in blocco a una "società veicolo" appositamente costituita, la "SCIP" (Società di Cartolarizzazione Immobili Pubblici). Questa anticipa al Ministero dell’economia  un corrispettivo immediato, che non sborsa in proprio ma ricava con l'emissione sul mercato di obbligazioni. La SCIP, a sua volta, rimborsa gli investitori delle somme ricevute più gli interessi tramite i fondi incassati attraverso le vendite che effettua.

 

Fin qui tutto normale o quasi, si potrebbe dire. Ma, come in tutti i film di successo, arriva il colpo di scena. Cosa succede se la SCIP non riesce a rimborsare le obbligazioni ? Nessun problema, paga lo Stato!  I titoli, infatti, sono garantiti a prescindere dall'esito delle vendite. Potremmo dire che le obbligazione sono vendute sul mercato ma garantite a prescindere dal mercato. Lo dice la legge sulle cartolarizzazioni la 412 del 2001.

 

Una necessità, verrà detto, perché le Agenzie di rating non abbassino la valutazione sulla bontà dell'investimento. D'altra parte, la "tripla A", massima valutazione del rating,  fu  garantita per investimenti sul mercato azionario ma senza il rischio perché lo Stato garantisce a priori il pagamento degli interessi coprendo l'eventuale differenza se, alla fine del processo, la SCIP non è in grado di onorare i debiti. 

 

Come finanza creativa non c'è male. Siamo di fronte all' applicazione concreta del modello neoliberista della finanza speculativa: privatizzare gli utili e socializzare le perdite.

 

Ma, facciamo un passo indietro.

 

Cosa è la SCIP ? Le cronache (5) ci raccontano che SCIP nasce il 23.11.2001 presso uno studio notarile di Roma e viene costituita da due avvocati in rappresentanza di due fondazioni olandesi con sede in Lussemburgo, il suo capitale sociale ammonta a 10.000 euro (si, avete letto bene diecimila euro!) e con un cittadino scozzese ultrasettantenne, Gordon Burrows, alla presidenza. Insomma, a dirla chiaramente, SCIP è una scatola vuota. Ma capace di fare soldi per sé e il sistema delle banche. Si tenga conto che la Scip emise obbligazioni per miliardi di euro.

 

Come tutte le grandi saghe, l'affare SCIP si svolge a puntate. Scip 1 e Scip 2 sono preparate con cura e vanno in onda.

 

Il primo film si dimostra allora  un successo e le vendite consentono di pagare le obbligazioni alle scadenze previste. La replica,  Scip 2, nata sulle ali dell'entusiasmo, si rileva assai più ostica: le vendite si dimostrano assai inferiori alle attese. A fine 2008, si registravano incassi pari al 66,5% di quelli previsti, assai inferiori a quelli necessari a far fronte al rimborso del debito accumulato con l'emissione dei bond (6).

 

Un terzo sequel: Scip 3 la cartolarizzazione dei beni della Difesa, invece, rimane allo stato di sceneggiatura. Il ciack non arriva perché ormai incombe il fallimento della Scip 2.

 

Cosa succede infatti alla fine del film Scip 2 ?  Una cosa semplicissima e neanche tanto lontana dal non poter essere immaginata dall'inizio: le obbligazioni emesse superano le vendite effettuate e la SCIP non ha i soldi per pagare le scadenze. E, come da copione, interviene lo Stato: 1,7 miliardi di euro.

 

Siamo all'attualità: l'11 febbraio 2009 (sono passati 9 anni dalla prima cartolarizzazione e dall'invenzione della SCIP) sempre lo stesso regista, il ministro  Tremonti,  ne decreta il fallimento e la conclusione dell'operazione: lo Stato paga le perdite.

 

La finanza creativa svela il suo segreto: non si è affidato al mercato un affare dando in cambio l'onere del rischio; si è regalato l'affare senza il rischio connesso, accollato allo Stato.

 

Ma ci hanno rimesso tutti ? No, i miracolati sono le banche che hanno emesso i bond, i consulenti, i gestori e nessuno conosce i contratti stipulati dalla lussemburghese SCIP, i dati non sono pubblici. Particolare esotico: su un giornale economico , si legge: "Burrows e le due fondazioni olandesi ancora oggi risultano nell'organigramma e nell'azionariato di SCIP. Ma, nel frattempo, nello stesso indirizzo della società, Via Eleonora Duse 53 a Roma, è spuntata una quarantina di società immobiliari e finanziarie, tutte controllate da altrettante fondazioni olandesi. Un florilegio di srl dai nomi a dir poco pittoreschi: Macbeth, Panacea, Atlantide, Tevere Finance....... ."(7)

 

Con il linguaggio pudico che gli è proprio, la Corte dei Conti aveva parlato chiaro già dal 2006: "I rischi principali delle operazioni di cartolarizzazione sono costituiti dalla loro scarsa trasparenza e dalla cosiddetta <sovracollateralizzazione>. Nel caso degli immobili pubblici, le garanzie di diritto o di fatto accordate all'acquirente società veicolo, sono stati tali da mantenere il rischio al cedente" (8). E il cedente, la storia parla chiaro, è lo Stato italiano.

 

Nessuno sa con certezza perché i contratti non sono mai stati  pubblici ma una stima realistica parla di un costo dell'operazione tra 850 milioni e 1 miliardo  e 300 milioni di euro che, sommati a 1,7 miliardi di perdite, fa una cifra di 3 miliardi di euro tondi. Uno scandalo da capogiro seguito da un'altra circostanza scandalosa: il fatto che sia passato sostanzialmente sotto silenzio. Fatto oltremodo strano, visto che il governo italiano, nella figura del suo  allora leader Berlusconi e dei suoi principali Ministri, sia stato messo alla berlina, non solo nel proprio Paese, a causa di una serie di comportamenti e di azioni illeciti.

 

Per cercare di spiegare la ragione di questa strana omissione, possiamo avanzare una ipotesi cui seguono alcune considerazioni di carattere politico .

 

  • La dimensione generale delle cartolarizzazioni è emblematica dei processi innescati dalle politiche di privatizzazione e abbattimento del welfare, imposte dalla globalizzazione neoliberista. E' il moloch di Mastricht che colpisce. L'operazione nasce con lo scopo dichiarato di fare cassa per ridurre il debito e rientrare nei parametri del rapporto debito/PIL (effetto conseguito in maniera assai modesta rispetto alle risorse investite, come riconosciuto dalla Corte dei Conti). Allo stesso tempo, con le cartolarizzazioni, alla fine il denaro fresco è stato attinto dai redditi popolari (salari e pensioni, liquidazioni) degli inquilini  impegnati nell'acquisto delle case. Infine, si abbatte il welfare: quegli immobili pubblici cartolarizzati erano a garanzia delle prestazioni previdenziali. Potremmo dire, senza esagerazione, che l'operazione cartolarizzazioni, nella sua dimensione generale, è dentro una logica condivisa, sia dalle destre che dal centro sinistra, una dimensione "europea" (intendendo per Europa, questa Europa delle banche e dei trattati liberisti).
  • Si dice che Tremonti, appena insediato nel Ministero dell'Economia nel 2001, abbia trovato il progetto già pronto nella scrivania dell'ex Ministro di centro sinistra, Visco. Senza nessuna volontà di mettere in secondo piano il contributo creativo di Tremonti, non possiamo non riconoscere che in quella battuta maliziosa si nasconde una verità. Il progetto di dismissione degli immobili degli Enti Previdenziali Pubblici partì nel 1995 ai tempi del governo Dini, sostenuto dalla sinistra moderata, quando fu varata la prima controriforma pensionistica voluta dalle tecnocrazie europee. Fu il governo guidato dall'esponente degli allora democratici di sinistra, D'Alema ad ipotizzare la possibilità della vendita in blocco degli immobili pubblici (9). Insomma, la continuità è evidente: Tremonti ha agito lungo un percorso, tracciato a suo tempo dal centro sinistra. Circostanza questa vera anche per altri campi, in particolare per quanto riguarda le principali scelte di politica economica e finanziaria.

 

Quale lezione possiamo  trarre da vicende come questa ? Innanzitutto, va riconosciuto che, nella vicenda delle cartolarizzazioni, le sinistre, sia dentro il quadro politico che in quello sindacale e di movimento, non sono state assenti. Si è combattuto e con qualche risultato non marginale. Leggendo le oltre 350 pagine della relazione della Corte dei Conti, già più volte citata, si legge come i vertici della SCIP abbiano tentato di addebitare alle istanze dell’unione inquilini e del  movimento per il diritto alla casa la responsabilità del proprio fallimento. Una delle motivazioni di fondo portate a giustificazione del buco da 1,7 miliardi di euro consiste infatti che le emissioni dei bond furono superiori al volume delle vendite perché essi erano rapportati all'evoluzione del prezzo di mercato mentre, invece, per la pressione delle sinistre, dei sindacati e dei movimenti, rimasero bloccati ai prezzi del  2001 anche per le vendite avvenute negli anni a seguire ,  e gli inquilini pagarono meno di quanto era stato preventivato dai vertici della SCIP.

 

Un buon successo per le tasche dei lavoratori e dei pensionati che abitano in quegli immobili ma non tale da cambiare il segno complessivo dell'operazione. Come in altre circostanze, forse in questo caso addirittura meglio di altre circostanze, riuscimmo nella riduzione del danno non all'inversione della tendenza. Riuscimmo  forse  a far inceppare il meccanismo messo in atto con tanta arguzia, ma sicuramente non a far cambiare la strada. Alla fine, i profitti li hanno fatti lo stesso e il conto lo hanno lasciato da pagare agli inquilini e alla collettività  (11). le sinistre politiche e sociali, dal punto di vista politico generale, hanno giocato, quindi, un ruolo subalterno.

 

Oggi nel 2017 circa 20.000 immobili composti da unità immobiliari, box, posti auto, cantine, aree comuni degli immobili, sono tornati nelle mani dell’Inps che oggi ha unificato al suo interno altri enti previdenziali pubblici che all’epoca furono coinvolti nella cartolarizzazione ovvero Inpdap, Inpdai etc.

 

Dettaglio

La SCIP2 è una società veicolo, irraggiungibile perché irrintracciabile. Agisce tramite la Kpmg. Spa Global Service che è lo strumento operativo.

Kpmg.

Presente in 115 paesi con un personale che supera le 100.000 unità e un fatturato nel 2000 di 13,5 miliardi di dollari, la Kpmg  è stata sotto indagine penale per frode a causa della revisione che non aveva portato alla luce i buchi della Xeros.

Per qualche miliardo di euro, e non tutti versati dalla SCIP2, la Kpmg “esecutrice” per la SCIP2, sta usando le strutture dello Stato in modo molto disinvolto o addirittura improprio.

Dalla Kpmg durante la fase di cartolarizzazione sono giunte  a getto continuo circolari e telefonate ultimative ai funzionari pubblici degli Enti Previdenziali di questo tipo:

”Rispettare i tempi della procedura operativa, non tenere conto di alcun rapporto con gli inquilini, i comitati, i sindacati. Se qualcuno ha da eccepire sui prezzi o quant’altro ricorra alle vie legali”

E questo anche quando si è trattato  di veri e propri errori di valutazione, alcuni macroscopici.

SCIP, Kpmg e Ministero dell’economia e delle finanze,  hanno operato delle vere e proprie aggressioni nei confronti dell’immagine degli Enti Previdenziali, imputando a loro delle inefficienze spesso pretestuose. Emerese un piano di sostituzione, teso a conferire per successive cartolarizzazioni incarichi di mediazione immobiliare ad referenti privati e di valenza nazionale o internazionale. 

Sulle questioni di  merito alcune segnalazioni che descrivono a nostro avviso la situazione di crisi nei rapporti sociali determinati da questa cartolarizzazione:

-         il riferimento agli attuali prezzi di mercato è stato imposto dalla SCIP2; in un incontro, dell’epoca con l’ex sottosegretario all’economica On. Maria Teresa Armosino (19 novembre 2002), e  a seguire nel  secondo dopo quello del 6 novembre, e dopo  precedenti aperture, lei disse  in una riunione con l’Unione Inquilini , ed  in apertura di seduta: “Purtroppo non posso aderire alle vostre richieste, perché non ho il consenso dei nostri interlocutori finanziari!

-         la SCIP2 non si  è limitata  ad incassare quanto pattuito con il rating. Nella convenzione con l’Agenzia del Territorio la procedura nelle valutazioni fu  innovata. Non più come nella prima fase di  SCIP1, quando il valore della singola unità immobiliare era una frazione del valore complessivo dell’immobile;  con SCIP2  si passò a stabilire con perizia il valore di  ogni unità immobiliare. Risultato fu che  la somma complessiva dei valori delle unità immobiliari superò, e di molto, quella del rating;

-         ed ancora: le migliorie effettuate dagli inquilini portarono  ad una rivalutazione del prezzo…quando  l’inquilino non  fu in grado di fornire le fatture delle migliorie apportate . L’incremento in questi casi sono stati  dell’ordine di  decine di milioni di vecchie lire!

-         ed ancora: le norme catastali dispongono che i mq calpestabili abbiano un incremento del 15% per unità immobiliari inferiori a mq 90 di superficie interna e del 12% per quelli superiori a mq 90. Ebbene capitò anche  che nelle stime furono attribuite a tutte le unità immobiliari  un incremento del 15%. Altra cresta!

Insomma, non si accontentarono dell’ingiusto fixing a prezzi all’epoca  attuali; andarono oltre con uno zelo tipico delle più spregiudicate agenzie immobiliari.

I soggetti partecipi di  Scip2: AbmAmro, JPMorgan, SSsB, BNL

Banche che intervennero : Lehaman Brothers, UBS, IMI-S.Paolo, IntesaBCI.

Lo strumento operativo: KPMG.Spa-Global Service.

 

Note:

 (1) Knut Unger: "Dalla crisi immobiliare al diritto alla città". MieterinnenvereinWitten. Marzo 2009.

(2)     Tremonti: "La paura e la speranza". Mondatori, 2008

(3)     Corriere della Sera dell'1 aprile 2004

(4)     Corte dei Conti, delibera n. 4/2006 del 31 marzo 2006 - Relazione concernente l'indagine sui risultati delle cartolarizzazioni

(5)     Robetta Carlini: "Tremonti chiude la Scip e il conto a noi". Sbilanciamoci.info. 12.2.2009

(6)     Maria cecilia Guerra: "Ma quanto ha reso vendere gli immobili pubblici ?". La Voce.info. 05.05.2009

(7)     Italia Oggi del 12.2.2009

(8)     Corte dei Conti, delibera già citata

(9)     Legge finanziaria del 1999

(10)   Rifondazione Comunista ha partecipato dal 1996 al 1998 alla maggioranza che ha sostenuto il primo governo Prodi. Dal 1998 al 2001, sinistra DS, PdCI e Verdi, dopo la rottura tra PRC e Ulivo, parteciparono ai due governi successivi di centro sinistra, presieduti il primo da Massimo  D'Alema e il secondo da Giuliano Amato. Dal 2006 al 2008, PRC, PdCI, Sinistra DS e Verdi parteciparono direttamente al secondo governo Prodi, dentro l' alleanza dell'Unione

(11)  Roberta Carlini, articolo già citato

 

 

 





Data notizia08.03.2017

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