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Italia/Europa/Mondo – dossier post 25 marzo


Hanno sfilato a Roma protezionisti, sovranisti, i no Euro/noUE/no Nato, e altri con altre bandierine per l’Europa da migliorare. E i pretoriani … a prescindere.

Bolkestein, delocalizzazioni, privatizzazioni,  migrazioni, negli slogan delle destre¸ contro le banche e la grande finanza gli striscioni delle sinistre d’opposizione ma anche sui voucher e i call center. Senza scordarci di chi in questo sabato scioperava: erano i giornalisti di tutte le agenzie d’informazione!

Che sta succedendo? Aggiustamenti del governo Gentiloni rispetto al rigetto popolare del liberismo “reale”. Alcuni dettegli:

Il 16 febbraio Ministro Calenda (allo “sviluppo economico”) nella vertenza Almaviva (call center) ai sindacati: "Abbiamo iniziato a lavorare con i grandi committenti chiedendo uno sforzo per limitare in assoluto la delocalizzazione anche nei paesi dell'Ue - ha poi detto Calenda -. Si tratta di un documento di autoregolamentazione, non imposto dal governo ma suggerito caldamente. Poi c'è l'impegno per fare gare che non vadano sotto il costo medio del lavoro e non sotto il costo minimo. Finora abbiamo avuto l'ok di circa 12 dei grandi committenti italiani, vorremmo arrivare a una quindicina".

Nello stesso giorno cominciano a manifestare  sotto il Senato i tassisti contro Uber; si congiungono nei giorni successivi con gli ambulanti che rifiutano la Bolkestein. Scontri con la polizia presso la sede PD in via del Nazzareno.

E il 12 marzo il governo Gentiloni con un decreto abolisce i Voucher  per evitare il referendum Cgil.

E’ la sola tendenza? Tre eventi e un sondaggio riequilibrano un paventato sbilanciamento: le elezioni in Olanda, il ferreo controllo poliziesco sulle manifestazioni di sabato 25 marzo a Roma, i risultati delle elezioni nella Saar dove si afferma la CDU, i sondaggi in Francia favorevoli a Macron. Poi c’è il resto forse più pesante che impatta sullo scenario internazionale, con le difficoltà di Trump nel Congresso USA e le manifestazioni anti-Medvedev in Russia.

Dunque, calma ragazzi! Lo schema non è quello dell’assalto frontale contro il nemico; il nemico non sta dall’altra parte, convive, influenza, percepisce; come la nostra parte. Ci si misura, si sgomita e ci si parla, con prevalenze di interessi; i globalisti sono più attrezzati (questioni di soldi), gli stanziali s’incazzano, ma fanno i loro conti (si regge ancora?); è un “campionato” a più dimensioni. Certo, ci sono i valori umani, questi sì, quelli che a suo modo ha rappresentato a Milano Papa Francesco; anche lui nel grande gioco.  Sicurezza, libertà, sobrietà, una miscela vivente, non definita per sempre, che vive nelle enormi aggregazioni umane e in tutti i decorsi naturali. Non perdiamo la bussola, esiste la traccia, esiste il processo che appunto è quello per una vita almeno decente, senza aspettare che ci capiti addosso.


27 marzo 2017. VS.   




Data notizia27.03.2017

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