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Livorno: Editoriale speciale: "Difendere gli sfrattati non è un reato" - le fortissime argomentazionni dell’Unione Inquilini di LIvorno


Strano che ci sia una percezione così diversa nelle lotte di fabbrica e in quelle per il diritto alla casa, mentre nelle lotte per il lavoro, viene apprezzata l'opera di sostegno dei sindacati ai lavoratori, vengono solitamente criminalizzate le lotte per la casa di quegli stessi operai che hanno perso il posto di lavoro, e i sindacati che li sostengono fanno collezioni di denuncie.

Sarebbe ora di chiarire che picchettaggi ai cancelli di fabbrica o nei portoni dei palazzi non sono poi così diversi, e che spesso si confonde la trattativa con i rappresentanti scambiandole per resistenze alle forze dell'ordine, al di là dei singoli episodi e della capacità di mantenere il controllo totale della situazione, in qualche occasione esacerbata da qualche atteggiamento poco professionale di un vigile o di un poliziotto, e a prescindere dalla difficoltà di tenere a freno la disperazione umana di chi ha perso lavoro e casa e teme per l'incolumità della famiglia, ridotta a vivere per strada.

L'Unione Inquilini che ha esperienza di parecchi decenni di picchettaggi e sostegno alle famiglie che occupano in assoluto stato di necessità, segue con preoccupata attenzione le molte cause, che vedono come imputati sindacalisti generosi e rispettati, per aver cercato di difendere lavoratori senza più lavoro né casa, che non sono adeguatamente protetti dallo Stato e dalle istituzioni.

La legge non è con tutta evidenza uguale per tutti: mentre i diritti della proprietà vengono difesi con grande energia nei tribunali (le cause di sfratto sono velocissime altro che lentezza della giustizia), dal governo, prefetture e questure, le leggi che tutelano i diritti degli inquilini (legge regionale toscana 75/2012 e legge 124/2013) non sono quasi mai correttamente applicate, anzi l'ineffabile Alfano, a una precisa interrogazione degli onorevoli grillini, ha risposto in buona sostanza che la legge si applica solo se il padrone di casa lo consente.

Un vero sproposito dal punto di vista costituzionale, che a parità di condizioni tutela tutti i cittadini senza distinzione.

Ovviamente gli inquilini per godere dei benefici delle leggi a loro tutela, ovvero aver diritto allo spostamento dell’esecuzione dello sfratto, devono possedere precisi requisiti documentati e vagliati da un’apposita commissione comunale (nominata ai sensi della LRT. 75), mentre non viene menzionato alcun diritto di veto da parte della proprietà.

Parrebbe ovvio che nell'esame della richiesta di rinvio dell'esecuzione, la prefettura si riservi, di fare eccezioni motivate (poiché non è obbligata a esercitare il potere conferitogli di rinviare l’esecuzione con forza pubblica) accogliendo le richieste debitamente documentate dei proprietari che hanno gravissime problematiche, e dunque, necessitano di riavere immediatamente la casa.

Una legge in passato definiva bene le condizioni di necessità dei proprietari (era nota come equo canone, non piaceva ai grandi palazzinari e per la verità nemmeno a molti padroncini, e fu cancellata in pochi anni, tanto per ricordarci che per i governi la repubblica non è fondata sul lavoro ma sulla rendita parassitaria), come possedere una sola casa a disposizione ed essere sfrattato a sua volta o avere un figlio in procinto di sposarsi.

Chi altro non può aspettare nemmeno qualche mese, debitamente indennizzato di fronte alla grave condizione degli inquilini (con bambini piccoli e minori a carico, anziani malati o handicappati, in condizioni economiche precarie) e con la garanzia del comune di sistemazioni degli sfrattati in alloggi di soccorso o di ERP o di agenzia pubblica a canoni sostenibili?

Non è ragionevole che l'applicazione di una legge dipenda dalla personalità o dall'indole dei padroni di casa e dalla loro mancanza di sensibilità alle problematiche degli altri, o dalle concezioni politiche ed etiche che condizionano i comportamenti personali e le relazioni sociali, tutte cose che non dovrebbero avere alcun peso nell'applicazione di una legge o nell'esercizio di un diritto.

Ci auguriamo tra l'altro di avere notizie a tempo breve sul tavolo (presso la prefettura di Livorno) di trattativa istituzionale con la grande proprietà e le associazioni dei proprietari, per reperire alloggi per gli sfrattati a costi sostenibili.   Bologna e in altre città, il tavolo istituzionale ha prodotto buoni risultati.

Il giorno 7 del mese inizia il confronto tra sindacati casa e amministrazione comunale, e ci proporremo l’obbiettivo di riprendere il controllo di una situazione ormai drammaticamente ingestibile.

Unione Inquilini  - Livorno

Livorno 3 aprile 2017




Data notizia03.04.2017

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