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Roma: Sgombero Roma - interventi, comunicati e approfondimenti dell’Unione Inquilini - diffondere!


1° comunicato 23 agosto 2017

UNIONE INQUILINI: TERZA NOTTE ACCAMPATI A PIAZZA INDIPENDENZA. LE FAMIGLIE HANNO BISOGNO DI CASE NON DI TAVOLI

Le famiglie sgomberate dal palazzo di via del Curtatone rimangono ancora in strada. Questa è l'unica certezza per questa situazione paradossale in cui la violenza dello sgombero, delle cariche è pari solo alla mancanza di tutele per tutte le persone che nella capitale si trovano senza casa. L'accampamento in piazza Indipendenza urta a molti, si parla di decoro ma l'unica cosa indecorosa sono quelle persone alle quali il Comune non sa dare alcuna risposta. Rifugiati politici, cittadini romani, sono solo etichette sotto le quali si cela il dramma di chi, senza una rete di protezione, viene calpestato. Nella capitale a mancare non sono certo le case, che continuano a rimanere sfitte, ma una programmazione politica sull'abitare che possa tutelare tutti.

 

2° comunicato 24 agosto 2017

 

ROMA DA CITTA' APERTA A CITTA' CHIUSA?

LA NOSTRA ROMA NON È LA CITTÀ DELLA VIOLENZA. FERMIAMO LO SCEMPIO DI PIAZZA INDIPENDENZA

24 agosto 2017-Un nuovo sgombero a piazza Indipendenza nella mattinata ha travolto gli accampati tra le aiuole nel silenzio complice della politica. Una strategia che a Roma abbiamo già visto, si cerca di polverizzare la resistenza con la violenza allontanando le persone per poter poi cacciare il problema sotto un tappeto. Strategia rafforzata poi da un'amministrazione romana incapace di una progettualità ancora alle prese con le nomine. Oggi tocca ai rifugiati politici, che avrebbero bisogno di tutta la nostra umanità, domani a tutti gli altri che in fragilità abitativa proveranno a rivendicare i propri diritti. Eppure Roma avrebbe a sua disposizione l'immenso patrimonio del demanio civile e militare da recuperare per dare risposte a tutti senza distinzione per politiche strutturali che come oggi dimostrato non esistono. Se solo pensiamo all'ex cartiera sulla Salaria già nelle disponibilità del Comune, che potrebbe ospitare circa 1020 famiglie. Di strutturale ci sono solo i tavoli e i censimenti ormai ciclici.

UNIONE INQUILINI ROMA

 

articolo su Tabloid.it del 24 agosto 2017

 

http://www.iltabloid.it/blog/2017/08/24/via-curtatone-unione-inquilini-fermiamo-lo-scempio-di-piazza-indipendenza/

 

articolo Il Fatto Quotidiano 26 agosto 2017

con dichiarazione Massimo Pasquini

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/26/roma-i-numeri-dellemergenza-abitativa-la-regione-al-comune-avete-40-milioni-ma-non-ci-avete-mai-risposto/3816067/

 

 

articolo Roma Today 26 agosto 2017

ampie dichiarazioni di Massimo Pasquini

 

http://www.romatoday.it/politica/emergenza-abitativa-roma.html

 

 

Articolo 27 Agosto 2017  Roma Today

riprende posizioni Unione Inquilini

http://www.romatoday.it/politica/campidoglio-agenda-sindaca-raggi-atac-giunta-stadio-roma.html

 

 

Nota di Unione Inquilini Cuneo, interessante contributo da Facebook, 27 agosto 2017

Si sgomberano le cantine dalle cianfrusaglie non le case da chi le abita

 

L'immediata retromarcia del Governo dopo le reazioni negative della Chiesa e il riuscitissimo corteo di protesta dei movimenti per la casa contro l'intervento della Polizia a Piazza Indipendenza a Roma è già da sola un'ammissione di colpa che ci esime da una aspra polemica sulle finalità e i modi di quanto è successo.

 

Ci permettiamo solo di protestare contro l'uso del termine sgombero riferito a persone e famiglie, di denunciarne la violenza e disumanità e di chiedere agli operatori dell'informazione, quasi sempre buoni professionisti e persone a modo, di non usarlo.

 

Da parte nostra, con modestia ma anche con la consapevolezza di avere ormai da anni lottato con un impegno di puro volontariato per il diritto alla casa e all'abitazione per tutti, vorremmo dire la nostra su quella che, nella casa come in altri settori della vita sociale, sta diventando sempre oltre che una guerra "tra i poveri" anche e principalmente una guerra "contro i poveri". Guerra scatenata da un potere che fa presa su una popolazione colpita dalla crisi e impaurita da una globalizzazione senza regole che sembra non lasciare scampo ai poveri e al ceto medio.

 

Ribadiamo perciò le nostre proposte:

 

- Blocco degli interventi contro le occupazioni di alloggi se non venga preventivamente messa in campo una soluzione alternativa

 

- Casa popolare per tutti coloro che ne abbiano i requisiti

 

- Sistemazione abitativa degna per chi viva provvisoriamente in Italia

 

- Costruzione di un congruo numero di nuove case popolari.

 

Difficile, ma si può fare. Molti sono i costi sociali del mancato diritto alla casa, molti i soldi spesi per provvidenze emergenziali, molte le case sfitte molti, gli edifici pubblici inutilizzati e quelli messi a disposizione del Demanio anche con l'ultimo Sblocca Italia.

 

Si può fare se la lotta per il diritto alla casa riacquista una centralità nel sentire dell'opinione pubblica e se diventa una lotta di tutti per i diritti di tutti senza lasciarsi distrarre o peggio convincere dai mestatori professionali di odio e di divisione che hanno a conto solo la loro poltrona, non certo i diritti e il bene della gente che vogliono coinvolgere.

 

Sportello Casa-Unione Inquilini di Cuneo, via Saluzzo 28

 

 

Contributo Massimo Pasquini, pubblicato su facebook il 28 agosto 2017

 

Casa a Roma: la montagna sta partorendo il topolino.

A Roma solo per iniziare si dovrebbe dare una casa popolare a canone sociale a:

10.500 famiglie in graduatoria ( relativa alle sole domande presentate al 31 dicembre 2015, ovvero uno che ha fatto domanda il 1 gennaio 2016 ad oggi non sa ancora la sua collocazione nella graduatoria);

1.500 famiglie collocate nei residence o caat alcuni da decenni

1.500 famiglie che avrebbero i requisiti per avere una assistenza alloggiativa ma che oggi al massimo fanno domanda per il buono casa;

150 famiglie che usufruiscono del Buon o casa in attesa di una casa popolare;

1.500/2.000 famiglie occupanti che attraverso la verifica dei requisiti potrebbero avere diritto ad una casa popolare.

Insomma a fronte di in fabbisogno reale di almeno 15.000 case popolari il comune, la regione e il governo parlano di :

Circa 300 appartamenti complessivi derivanti dal patrimonio confiscato alla criminalita' omettendo di dire che da anni prefettura e comune di Roma hanno un protocollo di intesa finalizzato a ciò;

Circa 1.200 appartamenti complessivi derivanti dalla delibera regionale che stanzia circa 200 milioni di euro ma sulla quale non si conoscono tempi di attuazione e addirittura non si sa neanche quante saranno le case disponibili per le singole categorie interessate ovvero graduatorie, residence e occupanti;

Circa 300 appartamenti assegnati ogni anno derivanti da sgomberi e di risulta.

Tutto qui ?

Sono queste le grandi ideone di comune, regione e governo?

Forse 1.800 alloggi a fronte di un fabbisogno di 15.000 .

Questo genera razzismo, conflitto, divisioni sociali.

Non si superano le contraddizioni e non si combatte la divisione tra i soggetti sociali se li si lascia soli a spartirsi le briciole.

Non le superiamo neanche noi le contraddizioni se continuiamo a parlare della questione abitativa come "emergenza" in certi casi anche le definizioni diventano sostanza .

 

 

 

 

 

 




Data notizia28.08.2017

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