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Firenze: Contro la povertà, come ? Appunti sul decreto legislativo del Governo.


 

Contro la povertà, come ?

 

Appunti sul decreto legislativo del Governo.

 

1.Osservazioni preliminari.

 

L’Unione Inquilini, “conosce” e lotta contro l’oppressione di estese fasce sociali con redditi di mera sussistenza o al limite della povertà relativa. Sono parte consistente degli assegnatari nelle case popolari e dei tantissimi richiedenti l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica oppure un contributo all’affitto e un sostegno alla morosità incolpevole. Anche altri “conoscono” l’oppressione sociale e il degrado umano e cercano di trasformarlo in lotta: ci riferiamo alla costellazione di variegati centri sociali e ai movimenti di lotta per la casa. Per questo saremo oltre questi appunti obbligati ad un esame serrato di un provvedimento governativo che impatta direttamente sul popolo che noi cerchiamo di organizzare.

 

2. Origine di tale provvedimento e sua definizione.

 

Le varie proposte sul reddito di cittadinanza e i parziali sostegni (carte acquisti, bonus specifici, contributi all’affitto e di prevenzione alla morosità incolpevole) si sono incrociate con l’aggravamento delle condizioni di sussistenza per milioni di persone. In questo contesto si è sviluppata l’iniziativa cattolica, ispirata da Papa Bergoglio, con la fondazione nel 2013 dell’Alleanza contro la povertà (allegata presentazione dell’Alleanza presieduta dal prof. Cristiano Gori e coordinata da ACLI e Caritas) che ha di fatto costruito lo schema del provvedimento governativo..

 

Il 29 agosto 2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato la corposa proposta (in 41 pagine per 26 articoli) del Ministro Poletti; presentata come una prima misura nazionale di contrasto alla povertà (allegati il testo e la presentazione sintetica dei suoi contenuti). Dal 1 gennaio 2018 inizia il suo percorso attuativo.

 

Roberto Rossini, presidente nazionale delle ACLI in una recente conferenza stampa ha rivendicato la paternità di tale decreto ma senza troppa enfasi, per la esiguità delle risorse a fronte della massa oppressa da una povertà totale. (allegata sintesi della conferenza stampa).

 

3. Cenni sul funzionamento del provvedimento.

 

Motore del sistema: l’assistenza sociale. Volano: i progetti “personalizzati” di inclusione che condizionato l’erogazione dei “benefici”. Organizzazione: piramidale, dal Ministero del Lavoro con il Comitato per la lotta alla povertà, alle Regioni, ai Comuni erogatori. Supporto: il Terzo Settore che partecipa all’Osservatorio nazionale presieduto dal Ministro del Lavoro e che predispone un rapporto biennale sulla povertà. Coordinamento: effettuato dalla “Rete” rispetto al sistema degli interventi e dei servizi sociali di cui alla legge 328/2000 anch’esso istituito presso il Ministero del Lavoro.

 

Il decreto è denso di riferimenti normativi, si articola in centinaia di commi, si cautela con ogni variante indesiderata: è un prodotto che ad un primo impatto appare quasi maniacale.

 

Non sottovalutiamo comunque la sua portata – da ragionare invece se non sia indispensabile uno scatto anche organizzativo per una linea di massa alternativa che non si rivolga alla “povertà” come se fosse parte della fisiologia sociale ma alla “dignità della persona”, oppressa, sfruttata, umiliata dalla tracotanza di classe.

 

Elaborazione a cura della sede di Firenze dell’Unione Inquilini. - 19 settembre 2017.




Data notizia19.09.2017

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