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Tra la teoria e la prassi c’è il Mar dei Sargassi


Ho cercato di riflettere su ogni parola per passare poi allo svolgimento del tema!

 

Dunque…nel ciclo mondiale si misurano due pulsioni: protezione e liberalizzazione.  Senza una loro sintesi temperata lo stress sociale è ingestibile. E mi riferisco non solo all’intervento del presidente cinese al Congresso del Popolo in  corso da ieri sera a Pechino.

 

Mi riferisco anche all’Italia, un paese nel quale gli aggiustamenti fondati su transitori benefit non invertono il degrado e le presunte svolte non sorrette da autentiche convinzioni si riducono a delle bandierine agitate in stucchevoli campagne elettorali.

 

Poi c’è la costante oscena: le grinfie su quello che resta, sui risparmi, sui modesti patrimoni, sulla forza lavoro, sulla stessa fisicità. La grinfia come costante biologica, condita dalla in/potenza di chi sa solo insozzarsi. E questa è anche una costante mondiale; vorrei sapere quanti dei delegati al congresso cinese è disposta a mollare qualcosa dell’arraffare e se davvero esiste un gruppo dirigente autentico, magari soltanto confuciano se non più maoista!

 

E questo dappertutto.

 

Ero molto più giovane quando meditavo sulle riforme, degne di questo nome; dicevo che per modificare qualcosa nella sostanza delle cose e delle relazioni lo sforzo richiesto appariva al radicalismo politico sproporzionato rispetto ai risultati; era la via rivoluzionaria alle riforme. Ecco, non ci sono altri percorsi efficaci; gli altri esanguono il corpo sociale. Per non dire dei falsi annunci, delle cavolate televisive, degli scoop che durano poche ore.

 

Ritorno alle grinfie. Quelle sono ferali; ferali i colpi di mano, che non puntano a modificare, se non in peggio lo stato delle cose, ma a ribadire lo schema della sudditanza. Dunque non c’è solo l’impotenza e la costruttività, c’è anche una terza variante, la sopraffazione.  

 

Dall’impianto passo alla cronaca di questi giorni, ancora in  Italia. Napolitano, Veltroni e Scalfari hanno stangato il Renzi; e tutti a godere! Lasciamo perdere. Si ripete un copione da scuola: l’arrampicatore che tenta di lavorare in proprio viene messo al suo posto: che non disturbi il circolo degli ottimati, oltre a tutto senza un impulso profondo che non sia una banale voglia di potere. Voglia che è meno di orgia! E lo ha beccato anche il Berlusconi! Ma che, son meglio del Renzi quei tre? E nell’attacco alla Banca d’Italia c’è solo lui o non è stato ispirato da una cerchia diversa e migliore dal Giglio Magico? La sinistra renziana?! Tutta da decifrare, mentre si fanno i nomi di Richetti, di De Rio e di qualcun’altro che in queste ore s’acquatta.

 

Concludere come? Con un distico di un poeta suicida:  “Tra la teoria e la prassi c’è il Mar dei Sargassi”.

 

Ma la complessità è solo apparente.

 

V. S. 20 ottobre 2017 




Data notizia20.10.2017

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