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Lavoro e pensioni: devi schiattare, devi morire!


Dirà qualcuno che è un titolo “sopra le righe”. Ma è questa la tendenza!

Però, come stanno le cose?

La produttività economica per addetto in 20 anni si è quadruplicata; certo ci sono i costi per l’innovazione ma ampiamente coperti. Il sistema ha in sé delle incompatibilità? Non quella del cosidetto stato sociale, bensì quella dell’appropriazione opulenza e straricca.

Junker l’attuale presidente della Commissione Europea era il primo ministro del Lussemburgo: non vi dice niente l’associazione con un paradiso fiscale? La deregulation è ancora sfrenata, solo balbettii sulla necessità di tassare i robot !

Dopo la parentesi delle lotte del secolo scorso, sta incombendo su tutti i popoli la P.L.S. ( l’Internazione per il Lavoro Servile) . E’ quella che si riunirà tra pochi mesi a Davos. E se i servi si ribellano? E’ questo il cauto pensiero dello stesso presidente cinese.

Ancora sulle pensioni; la speranza di vita non è interclassista; ci si arriva stressati, non si vede l’ora di smettere, non si regge. Forse ci andrebbe un part-time ma il sistema non lo consente, perché il mondo ha la febbre.

Dal Mondo al nostro Paese: ci stiamo impoverendo e vi state arricchendo. Mai tanto gusto di spendere per chi può; la pubblicità non propone più auto sparagnine, in tv gioielli e profumi, e barche che non sono barchette.

Siamo usciti dal tunnel. Siamo … chi?

Certo, si sta capendo il senso inedito della crisi, che avviene durante una fantastica modernizzazione industriale, logistica, sanitaria, accompagnata però da una drastica divaricazione sociale.

Questa è, pur con altre ambiguità, il senso della rottura della CGIL con  il governo e con i più acquattati sindacati concertativi. Finalmente la CGIL percepisce il rancore di massa, ma anche la dilatata consapevolezza “plebea” della fregatura negli stessi conti dello Stato.

O si crede che i voti ai Cinque Stelle e alla Lega e la marea astensionista siano voti di pancia e non anche di cervello?! E davvero si ritiene che siano una massa di analfabeti, quando l’informazione circola e in qualche modo detona fino ad incrinare la stessa sicumera dei governanti occulti?

Chi guarda solo l’albero non vede la foresta, e se non vi piace questa metafora, ce ne sono altre, come il dito che indica la luna e vede solo il proprio dito.

 

E non c’è solo la CGIL; ci sono stati i recenti scioperi, molto partecipati, dei sindacati di base, ieri i tassisti contro Huber e tanta rabbia in ogni vertenza aziendale. Dell’altro ancora ?

A Milano, Università Bicocca, inaugurazione dell’ anno accademico, studenti irrompono nell'aula magna.

 

 

 

Vincenzo Simoni - 22 novembre 2017- dalla parte dei plebei.




Data notizia22.11.2017

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