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Sesto San Giovanni: CHI E’ PIU’ CINICO?


Anche questa mattina c’è stato un picchetto antisfratto in via Bellini a Sesto San Giovanni. La famiglia è costituita da due coniugi ecuadoregni in Italia da 17 anni che a breve riceveranno la cittadinanza italiana. Stavano acquistando l’appartamento e avevano aperto un mutuo, ma la ditta in cui lavorava il marito dipendente di una cooperativa, in seguito ad un incendio, ha ridotto le ore di lavoro e la famiglia non è riuscita ad ottenere dalla banca la sospensione dei pagamenti per i mesi necessari a recuperare l’orario di lavoro e il reddito precedenti. La trattativa è stata condotta come negli altri casi di sfratto: impegno a pagare in anticipo tre mesi di affitto in cambio di una proroga fino a gennaio, data presunta per l’assegnazione degli  alloggi sulla base delle vecchie graduatorie e del nuovo bando emesso ieri dal Comune. La risposta questa volta è stata negativa nonostante l’interessamento di tutti gli attori presenti. Anche la forza pubblica ha tentato di trovare una soluzione per impedire che i due coniugi finissero in strada, anzi nel box che hanno preso in affitto per ricoverare le poche suppellettili presenti nell’appartamento e i due materassi su cui tenteranno di dormire nelle prossime notti. Perché è stato impossibile trovare una soluzione diversa? Perchè i nuovi proprietari sono stati irremovibili? La spiegazione è semplice: l’appartamento è stato acquistato all’asta da due dipendenti del comune di Sesto ad un costo molto basso con l’intento di rivenderlo a prezzi di mercato, una speculazione economica che è permessa dalla nostra legge, ma che favorisce chi ha i soldi e colpisce chi non li ha. Nei mesi scorsi, quando ancora l’appartamento non era stato venduto, diversi potenziali acquirenti sono stati accompagnati dai futuri proprietari, nell’appartamento abitato dai due coniugi che,non conoscendo i loro diritti,non si sono opposti. La situazione è veramente grave, ma il comportamento che scandalizza di più è quello dell’Amministrazione comunale che, diversamente da altre situazioni analoghe, non è intervenuta. Forse perché il cognome dei coniugi non è italiano? Da mesi sollecitiamo un incontro in cui valutare la situazione dell’emergenza abitativa, ma fino ad ora né il Sindaco né l’Assessore competente hanno trovato il tempo di incontrare i sindacati casa che recentemente hanno presentato l’ennesima richiesta di appuntamento.

 

 

COMITATO PER IL DIRITTO ALLA CASA

Sesto San Giovanni




Data notizia28.11.2017

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