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sfrattato si toglie la vita. Non è fatalità. Dichiarazione di Vincenzo Simoni, Unione Inquilini di Firenze


Firenze: sfrattato si toglie la vita. Non è fatalità.

 

02/02/2018. Dichiarazione di Vincenzo Simoni, Unione  Inquilini di Firenze

Il 27 dicembre c’eravamo incontrati con l’assessore Sara Funaro assessore alle politiche abitative del Comune di Firenze. Tra le questioni cruciali (testuale) esposti  per iscritto:Gestione sfratti: commissione provinciale ininfluente, non collaborazione da uff. giudiziari e prefettura, non presenza dell’assessore o suoi delegati a sfratti anche a quelli con soluzioni già prospettate: necessità di questa presenza”. Mercoledì 31 gennaio nella riunione della Commissione comunale sull’ERP, emergenze, mobilità, stesso nostro sollecito: “convocare subito la commissione provinciale e comunque presenziare, proteggere, rassicurare le persone soggette a sfratto”. Ora un colpo che ci sconvolge.. Non vogliamo rassegnarci; se gli alloggi pubblici sono insufficienti e la programmazione è a futura memoria, si ricorra al settore privato, anche con la requisizione; lo si faccia con ordinanze contingibili ed urgenti, con i poteri del Sindaco come ufficiale sanitario, che assume su se stesso l’obbligo di soccorso. Perché questa è una catastrofe sociale che esige azioni radicali. E noi saremo al fianco delle amministrazioni pubbliche coerenti.

 

Sunia Firenze: di sfratto si muore

01 febbraio 2018 ore 15.24

Grandi: ‘’Un uomo di 65 anni si è tolto la vita, mentre aspettava la polizia per l'esecuzione dello sfratto. La forbice tra il reddito delle famiglie e i costi della casa si allarga sempre più nel capoluogo e nella Regione con il rischio di gesti estremi"

"Stamattina a Firenze, zona Poggetto, si è consumato un fatto gravissimo: un uomo di 65 anni si è tolto la vita, mentre aspettava la pattuglia della polizia per l’esecuzione dello sfratto. Si parla di una persona con problemi personali, che lo affliggevano da tempo e molto probabilmente lo sfratto sarà stato solo un ulteriore peso che gravava sulle sue spalle. Però l’episodio deve far riflettere su un tema troppo spesso sottovalutato e portato avanti solo dalle amministrazioni comunali, con pochi mezzi e risorse in campo. Sono scioccata per quello che è successo”, dice Laura Grandi, segretaria del Sunia di Firenze.

“Credo sia necessario fare una riflessione seria su un tema spesso disatteso, come quello dell’emergenza casa. Non solo Firenze, ma l'intera Regione è divenuta palcoscenico privilegiato della precarietà abitativa: le esecuzioni sono diventate endemiche su tutto il territorio. Comuni delle province roscane, dove fino ad oggi non conoscevano questo tipo di emergenza, si trovano a fare i conti con il problema della precarietà abitativa, con strumenti del tutto insufficienti ed inadeguati. Nei nostri uffici si recano sempre più spesso persone in difficoltà economiche, che non reggono più i costi dell’abitare, senza tener conto poi della grande difficoltà di far fronte all’esorbitante prezzo degli affitti, in una città come Firenze, dove la vocazione turistica espelle dal mercato delle locazioni i cittadini”, continua la dirigente sindacale.

"Molto spesso leggiamo sui giornali di quanto larga e grave sia divenuta la disparità nel mondo ed anche in Italia tra chi possiede molto e chi quasi nulla. Ecco, quelle che distrattamente possono apparire cifre vacue buone solo per farci un articolo di denuncia, si concretizzano concretamente anche in vicende tragiche come quella di stamattina. La crisi del lavoro, l’incremento del fenomeno del lavoro povero, la difficoltà sempre più manifesta delle famiglie nel sostenere i costi dell’abitare, devono necessariamente far entrare in maniera prioritaria nell’agenda politica la questione casa", aggiunge la sindacalista.

‘Le ripercussioni a livello sociale sono pesantissime, con il rischio di ripetersi di gesti estremi, mentre la forbice tra il reddito delle famiglie e i costi della casa, si allarga sempre di più nella città di Firenze e nella nostra Regione. Il disagio abitativo va affrontato a 360 gradi, soprattutto prevedendo risorse costanti per un piano pluriennale di aumento dell’offerta di alloggi pubblici, gli unici che assicurino un affitto in linea con i redditi delle famiglie. Oggi non è il momento della polemica – chiude Grandi –, ma invito tutti i politici impegnati nella campagna elettorale sul nostro territorio ad occuparsi molto di casa e a farlo ancor di più a elezioni concluse".




Data notizia02.02.2018

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