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Verso le elezioni del 4 marzo. Check up di venerdì 2 febbraio


Come si vota? Un terzo dei deputati e senatori saranno eletti in collegi uninominali a un turno secco; nessuna preferenza per i due terzi eletti con la proporzionale: insomma, si vota in blocco. Poi c’è dell’altro con le soglie di sbarramento e coalizioni spurie.

Confronto come? Con i media all’attacco selettivo nei confronti delle forze politiche che si sono opposte a questa ennesima legge truffa.

Da quali media? Dalle tre reti Rai controllate dal PD di Renzi, dalle tre reti Mediaset possedute da Berlusconi e da La 7 di Cairo da cui è sparito Crozza, se ne è andato Paragone e imperversa la Gruber, e in modo simmetrico dalla carta stampata con l’eccezione del Fatto Quotidiano (ma fino ad un certo punto!) e del Manifesto.

E non è finita. Rimonta la voglia di superare la semi truffa per ritornare addirittura alla completa distorsione della rappresentanza parlamentare; si magnifica il modello Macron, che prese il 70% dei seggi con il 12,5 % dei suffragi reali. E’ la governabilità pregustata dalle oligarchie a prescindere dal popolo.

Nel frattempo si guarda in un certo modo alla Germania, diffondendo l’allarme: quattro mesi senza il governo, ancora trattative tra democristiani e socialdemocratici (Merkel/Schulz) mentre è in corso un grandioso sciopero generale di 5 milioni di metalmeccanici e monta la contestazione ad una precarietà con salari inferiori a 600 euro/mese per oltre 7 milioni di lavoratori.

Ma insomma! Se una società è percorsa da un conflitto strutturale, da sempre tre sono i possibili esiti: una mediazione in avanti, una retrocessione generale, o una crisi di tutto il sistema e non solo istituzionale. Il voto truffato punta senz’altro alla retrocessione sociale. Attenzione: il conflitto non è causa ma è effetto e in Germania sta diventando consapevolezza politica a prescindere dalla questione del governo.

Da noi siamo al peggio: Berlusconi propone altre privatizzazioni per 70 miliardi, Di Maio se la prende con le “partecipate”, i Renziani si preparano a svendere anche l’Alitalia, le sinistre d’opposizione vorrebbe l’inversione, ma non hanno la forza di imporla come obbiettivo di fase.

E per la protezione sociale e la politica industriale? Miscele contraddittorie e tanta meschinità.

Non so voi, io sono perplesso. Da noi non una secca svolta autoritaria alla francese, non un confronto vero alla tedesca; da noi si confida di passare comunque la nottata. “Diamo qualcosa ai nostri ragazzi”- ricordate Bersani? “Rispettiamo con judicio le regole europee” – Padoan. “Altre privatizzazioni? Vendere non svendere” così Calenda. E poi le cifre taroccate sul recupero dell’evasione fiscale, sull’occupazione, sul PIL!

 

Insomma, in Italia, la legge dominante pare che sia, ora e per sempre, quella del …menga!

 

E’ solo questa la conclusione dei miei check up? Forse no. 

 

A risentirci comunque alla prossima puntata.

 

V. Simoni – 2 febbraio 2018.




Data notizia02.02.2018

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