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Zuccherini avvelenati, ma la ciccia proposta è scarsa ed indigesta. Si deve procedere oltre!


Zuccherini avvelenati, ma la ciccia proposta è scarsa ed indigesta.

Si deve procedere oltre!

Vi scrivo dal 51° stato dell’Unione: di religione para-cattolica e di lingua italo-inglese;  non è la Sicilia di Salvatore Giuliano, e non è ancora Portorico; è questo nostro stivale da molti decenni ispirato, protetto e controllato da un bandierone a stelle e strisce che sventola in Via Veneto e che, da quando se ne sono andati i Clinton, si sta aggrovigliando. Per questo non sanno ancora i satelliti italiani come raccordarsi: ai dazi di Donald Trump, forse no, ma allora a che cosa? Proteggere con quale misura, o sono da onorare anche i “cavalieri del lavoro italiano” che si fanno “onore” in Slovacchia?!

Si balbetta biascicando tremebondi: “ Ma lo Stato industriale, no davvero: altri incentivi, decontribuzioni, mobilità, sottolavoro, questo sì!”.

S’è votato e sono volati gli schiaffoni. Ma per che cosa? Per altre sparatorie razziste o per giaculatorie francescane?

Zuccherini avvelenati. Ma che educato il Di Maio! Via, che lo sputtaniamo come in altri tempi avvenne per i Ciompi di Michele Di Lando e per i Lazzaroni di Masaniello!

Sono anche queste le memorie storiche negli archivi mentali di tutti “i signur dale bele braghe bianche”!

Sarà questo il decorso fatale? Non credo.

Ritorno alle Star and Stripes. Come si incazzano le consorterie dei grattacieli, con batterie di missili non solo mediatici: ogni giorno con lo stesso obbiettivo :“ Come osa l’abusivo della Casa Bianca tener fede agli impegni con le plebi operaie!? Al più presto l’impeachment, ma subito-subito!”. E le anime belle nostrane nelle loro velinate mattutine a riferire consentendo. Eppure lo scontro americano è di enorme portata, è l’intero mondo che si rispecchia, e noi pure, fino alla più modesta creatrice di moda.

Niente si può assestare nella stasi, non con le casse integrazioni, non con la ricerca del compratore; stanno sballando i principi fondanti del WTO, è il tesissimo filo rosso che si sdipana nello stesso Congresso Nazionale del Popolo Cinese.

E da noi … diamoci una smossa, tiriamo fuori gli attributi, non lasciamo che ce li mostrino i cinici residui della Prima Repubblica! Perché gli altri, compresi i giovani della Confindustria, non vanno oltre a Calenda. Insomma, lo spazio europeo è per sempre liberista a go-go, o si ricompatta, protegge e riordina, scambia se conviene, e tratta sul riequilibrio con intere aree continentali? O si ritiene che questa UE sia cosa ben fatta quando fosse imbrigliata da un neogollista asse franco-tedesco?!.

Qualcosa di nuovo deve invece prodursi: ma da chi? Da un sindacalismo aperto, da una internazionale del lavoro che si faccia carico di tutti i conflitti sociali e con forti movimenti politici che ne siano complemento. Non so se questa è l’agenda che circola tra gli apicali gruppi dirigenti; confido che lo sia in quelli che percepiscono ancora il senso di una linea di massa.

 

PS: E le nostre elezioni? C’è chi ha brindato, ma stamani è già un’altra giornata. Non per le formulette e non solo per alcuni provvedimenti esemplari, è la traccia di un percorso che va meglio esposta; sarà tortuosa, con avanzamenti e retrocessioni, ma sia del tutto chiara nella sua necessità.

Vincenzo Simoni – 7 marzo 2018




Data notizia07.03.2018

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