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accordo Confindustria/Cgil, Cisl, Uil su relazioni industriali e contrattazione collettiva


accordo Confindustria/Cgil, Cisl, Uil

su relazioni industriali e contrattazione collettiva

Il testo integrale e un commento editoriale

  

Commento editoriale.

 La parola che percorre tutto il testo è "competitività" e si incrocia con il "controllo" delle dinamiche contrattuali. Competitività contro chi? Con il resto del mondo! Realizzata come? Con incentivi derivati dalla selezione dei patti strutturali e territoriali, con il comando sulla formazione tecnica (anche scuola lavoro), e con una potenziata contrattazione di secondo livello. Quale è l'origine culturale di questa impostazione? E' il proseguimento dell'asse Bentivogli/Calenda.

Dove si attesta la CGIL? Tenta di non  mollare sulla contrattazione collettiva nazionale portando a casa una occhiuta regolamentazione della rappresentanza (mai più un caso Alitalia!?).

E sul welfare? Pagine intere sulla previdenza complementare integrativa fino alla dilatazione di un welfare aziendale. Insomma c'è molta CISL.

Di un patto di mutuo sostegno per aree vaste non c'è traccia nel documento; la Terra è percepita come se fosse conformata in territori economici da conquistare con l'offerta di una eccellenza di prodotti e servizi: e la globalizzazione non fosse invece un sistema di vasi comunicati che si innalzano progressivamente verso i livelli più qualificati!

Insomma, i termini di aree intercontinentali da ricompattare e da non surriscaldare sono scansati: ecco l'export a go-go e la guerra commerciale; e se sei un vasetto di preziosa ceramica? Anche tu nella discarica.

Eppure, un accordo pur discutibile presupporrebbe comunque "più protezione"; ma questa è parola negletta: sono gli esecrati dazi! Con questa rimozione tutto l'articolato può saltare di fronte all'aggressività degli avvoltoi internazionali (non solo franco-tedeschi!) in procinto di azzannare quello che resta del nostro sistema bancario/industriale.

Incredibile: dicono di proiettarsi sul futuro prossimo e si rischia di non arrivare ai prossimi mesi.

Non c'è da scherzare, perché si tratta di una "carta" globale prodotta da soggetti che organizzano milioni di lavoratori e moltissime imprese e che intendono determinare la stessa agenda politica. E' tutta la società che si deve confrontare.

 

Leggete il testo del'accordo e fateci sapere


La redazione di www.unioneinquilini.it - 10 marzo 2018

 




Data notizia11.03.2018

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