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Firenze: ISEE, perchè no - le posizioni dell’attivo provinciale degli assegnatari aderenti all’UI. Nota editoriale


lettera aperta alle istituzioni comunali e regionali

Nelle case popolari

con l’ ISEE e la MOBILITA’ D’UFFICIO, con le POSSIDENZE e
i  CANONI DI MERCATO

quanti nuovi precari?

 

Nota particolare sull’ISEE

 

La cosiddetta “legge Saccardi” (LRT 41/2015) ha demolito molte regole, eque e ragionevoli, della LRT 96/1996.

La parte più iniqua è rappresentata – per l’accertamento dei redditi – dalla sostituzione dell’imponibile fiscale con un ISEEE che assume come reddito non solo stipendi e pensioni ma ogni risparmio della famiglie, compreso l’accantonamento del TFR (la liquidazione per fine rapporto di lavoro), commettendo in tal modo una grave violazione dell’art. 46 primo cpv. della Costituzione Italiana con il quale “ La repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”.

L’Unione inquilini si è opposta pertanto ad un ISEE che penalizzava il risparmio; ha esposto tale riserva fino a poche ore prima della approvazione in Consiglio della Legge Saccardi, ottenendo un rinvio di un anno di tale applicazione, con l’impegno di pervenire nel frattempo ad una sua correzione. In violazione di tale impegno alla scadenza dell’anno è stata emanata una circolare dell’assessorato regionale diretto da Vincenzo Ceccarelli che attivava l’ISEE senza alcuna modifica correttiva.

L’Unione Inquilini ha mantenuto tale posizione in tutti i confronti successivi e nelle due grandi assemblee regionali di San Bartolo a Cintoia :“Non è reddito il risparmio, che per la stragrande maggioranza delle famiglie è riserva per la vecchiaia quando non sia sostegno ai figli in gravissime difficoltà economiche. Non è reddito infine un rendimento dei conti correnti e dei depositi bancari addirittura negativo!”.

L’Unione Inquilini ritiene pertanto censurabile ogni iniziativa amministrativa (come quella rappresentata dalle note due lettere di Casa Spa agli assegnatari) tesa a prefigurare l’immodificabilità dell’ISEE come requisito per la permanenza nell’assegnazione.

Tale opposizione è supportata dalla stessa ratio contenuta nell’art. 40 ter (clausola valutativa) e dall’art. 40 quater (simulazione osservatorio regionale) che impone alla Giunta di inviare, “entro quattro anni dall’entrata in vigore del presente articolo, alla commissione consiliare competente, una relazione con particolare riferimento alle scelte operative effettuate dai comuni, e alle eventuali criticità”.

Criticità? Parola inadeguata per rappresentare la tensione, il senso di sudditanza, la divisione indotta tra i diversi gruppi sociale, la rabbia di chi non ha mai evaso, in tante famiglie oneste, in chi con fatica si era sollevato dalla antica indigenza. Da questa dilagante dissoluzione di una preziosa solidarietà sociale (canone proporzionato al reddito reale) una richiesta pressante:

“Fermatevi!”

Ci sia confronto vero, come fu quello nell’ora che precedette la seduta del consiglio,

in un pomeriggio della primavera 2015.

 

Privilegi per nessuno: equità e buon senso.

 

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 Firenze, 19 marzo 2018. Dall’attivo degli assegnatari dell’Unione Inquilini,

 

delegati dai comparti di Novoli, Ponte di Mezzo, Via A. Del Cimento, Via dell’Osteria, Via Pistoiese, Le Piagge, Via Canova, Via dell’Argingrosso, Rovezzano, Sorgane, Centro Storico

 

Firenze, Via dei Pilastri 41 r. - mail firenze@unioneinquiilini.it Tel. 055 244430

 


 

Nota redazionale www.unioneinquilini.it Toscana

 

La questione ISEE è connessa alla revisione dei parametri sui quali era stato realizzato in  Italia uno “stato sociale”. Era un sistema fondato su una sanità universalistica, sulla gratuità della scuola dell’obbligo, sull’equo canone, sull’edilizia residenziale pubblica in locazione e in proprietà; altre parti andavano conquistate con l’accesso per tutti all’Università, con la gratuità degli asili nido, e una moderna e gratuita assistenza domiciliare. Tutte le prestazioni sociale dovevano essere coperte dalla fiscalità generale rafforzata. Con il 1998, per iniziativa del governo Prodi, è iniziata l’inversione: l’accesso alle prestazioni sociali non più “erga omnes” verrà erogato e selezionato in base al reddito del richiedente.

E’ una deriva senza fine che investe anche quello che ancora resiste nelle case popolari.

Per questo la resistenza opposta alla sostituzione dello stato sociale con una micragnosa assistenza si collega ad una aspirazione comune: riprenderci i diritti, emanciparci dai bisogni. e rifiutare i bilanci di un ceto politico/sociale organicamente crudele.

Con noi i genitori dei bambini respinti dalla esosità degli asili nido, i parenti di un popolo di anziani vessati dalle rette delle RSA, i genitori di una moltitudine di studenti universitari anch’essi torchiati nell’accesso e nel proseguimento degli studi per far fronte comune contro lo stesso stigma persecutorio:

ISEE!

E’ come non aver smesso di lottare per l’acqua pubblica, per il diritto alla mobilità, per una informazione liberata, per una giustizia davvero uguale per tutti e non solo per chi se la può permettere, per un lavoro che non sia una condanna.


Con lo stesso senso di giustizia

 

 

 

 




Data notizia19.03.2018

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