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Sesto San Giovanni: Storie di ordinaria crudeltà: la guerra contro i poveri continua


Ci hanno detto che l’Amministrazione comunale ha deciso di colpire i “furbetti” che approfittano della generosità del Comune, ma quella che abbiamo visto questa mattina è stata un’altra storia, è stato solo un episodio della guerra che la Giunta di Destra sta conducendo contro le famiglie povere.

La famiglia di Srilanchesi che è in Italia da 15 anni aveva ottenuto, dal precedente ufficio casa sotto la gestione dell’Assessore Cagliani, un alloggio in sub affitto dopo l’esecuzione dello sfratto. Doveva essere una sistemazione provvisoria in attesa dell’assegnazione di un alloggio popolare.

Dentro il monolocale di pochi metri quadrati abitano in cinque, da quattro anni. Da tre anni non funziona il riscaldamento e non c’è l’acqua calda. Non è un’abitazione, è un rifugio dove la condensa ha annerito i muri, ma è sempre meglio che dormire in auto, e poi c’è la speranza di una soluzione definitiva.

Il capo famiglia fa il lavapiatti, prima lavorava 13 ore al giorno per 850 euro al mese  in una grossa catena di Fast Food ; ora in una vineria di Milano guadagna circa 1000 euro al mese.

Il proprietario dell’immobile, un palazzinaro che a Sesto è molto conosciuto perché gestiva un concessionario auto e possiede numerosi stabili con centinaia di alloggi, ha dato lo sfratto al Comune per vuotare gli appartamenti e vendere ad un prezzo maggiorato. L’Ufficio Casa del comune, molto zelante, di sua iniziativa ha deciso di non attendere i tempi del Tribunale, ma ha attivato una procedura per l’escomio basata su un provvedimento amministrativo di revoca dell’assegnazione che però è valido solo in presenza di appartamenti di proprietà comunale e che quindi risulta a tutti gli effetti illegittimo.

Questa mattina ad aspettare i vigili c’era il picchetto formato da militanti dell’Unione Inquilini, della Casa Rossa Rossa e di un’associazione che si occupa di difesa delle donne; una trentina di persone motivate e scandalizzate dal fatto che anche l’Amministrazione comunale si metta a fare gli sfratti dalle case private.

La trattativa è stata lunga perché il responsabile del settore demanio e patrimonio del Comune ha cercato per un’ora di trovare un cavillo che potesse giustificare l’allontanamento della famiglia:

-  Ha accusato il capo famiglia di non aver presentato la domanda casa per il bando sperimentale

- Lo ha accusato di essersi allontanato dall’Italia nel periodo di presentazione delle domande

- Ha messo in discussione la documentazione del reddito famigliare dato che si erano permessi di pagarsi l’aereo per lo Sri Lanka

- Ha chiesto ai vigili di mettere a verbale le dichiarazioni dell’Ufficio casa rese per telefono in viva voce per contestare le versioni date dell’inquilino

- Ha rifiutato di mettere a verbale le dichiarazione del rappresentante del sindacato

- Ha voluto negare validità al foglio scritto a mano dall’impiegato dell’Ufficio casa che testimoniava la presenza dell’inquilini all’appuntamento per presentare la domanda casa

Alla fine si è capito che all’inquilino è stato fissato a metà dicembre un appuntamento per presentare la domanda che però non è stata registrata sul sito della Regione in attesa del documento sulle proprietà estere della famiglia. I coniugi, dato che i certificati richiedevano sei mesi di tempo per essere a loro consegnati, hanno deciso di raggiungere lo Sri Lanka per procurarseli in fretta; al ritorno non hanno accettato i documenti perché nel frattempo erano scaduti i termini per la presentazione delle domande (5 gennaio2018).

La richiesta dei certificati sulle proprietà estere è lo strumento principale con il quale il Comune sta escludendo gli stranieri dai bandi casa (nella vecchia graduatoria i richiedenti sono passati da più di 1000 a 700), ma è anche l’occasione per mettere in atto vessazioni continue nei loro confronti dato che i certificati hanno validità di soli 6 mesi.

Alla fine, rintuzzati tutti gli attacchi del rappresentante del comune, abbiamo ottenuto 30 giorni di proroga e abbiamo fissato un incontro con l’Ufficio casa per il giorno 27 aprile, ma non abbiamo molte speranze che le proposte dell’Amministrazione comunale siano praticabili. In  ogni caso tra trenta giorni, se non saranno arrivate soluzioni credibili, saremo di nuovo presenti in forse al picchetto in viale Casiraghi 600.

 

UNIONE INQUILINI




Data notizia13.04.2018

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