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ATTACCO IN SIRIA – DECIFRAZIONE


ATTACCO IN SIRIA – DECIFRAZIONE

L’iniziativa anglo-franco-americana si dispiega su 4 scenari:

1)    Siro – Medio Orientale

2)    Russia – Cina

3)    Africa – Sud America

4)    Europa

 

Motivazioni:

I pretesti dell’attacco alla Siria sono inconsistenti; si vuole umiliare la Russia che si dimostrerebbe impotente nella protezione dei suoi alleati; si ipotizza addirittura di costringerla come negli anni ’80 ad un riarmo sfiancante e al tempo di isolarla dalla stessa Cina ricattata a livello economico-finanziario; si procede decisamente con il contenimento della penetrazione cinese in Africa e si cerca di far retrocedere i governi del Sud America dal processo di autonomia dagli Stati Uniti; in Europa si ribadiscono le gerarchie stabilite dalla seconda guerra mondiale con l’inconsistenza strategica della Germania e dell’Italia.

E’ un risiko con delle varianti:

Russia e Cina sono inevitabilmente costrette a un convergente (e del tutto sopportabile) riarmo tecnologico avanzato; nel Sud America si acuisce il degrado autoritario delle destre a partire dal Brasile con radicalizzazioni sociali represse manu militare. In Africa si dispiega la presa anche militare ma non indolore delle ex potenze coloniali (Francia e Gran Bretagna). Il tempo non favorisce gli euro-atlantici ed ecco il perché della scelta di un concentramento di provocazioni a livello globale.

Effetti dell’attacco:

pronto riallineamento alla Nato della Turchia, plauso di Israele e del Giappone; in Italia si potrebbe determinare un governo del presidente in funzione subalterna alla Nato.

Conclusioni: non va sottovaluta la capacità strategica a breve termine dei programmatori statunitensi; sono lucidi e valutano le probabilità in modo accurato. L’obbiettivo è chiaro: rinsaldare al più presto l’Impero come si era affermato settant’anni fa. Ma il mondo non è più quello. E dunque? I popoli, tutti i popoli, devono essere manipolati, nazionalizzati oppure annichiliti.

 

POSCRITTO: allucinanti i filmati di questa notte con i bagliori delle esplosioni su Damasco – scie e lampi, come a Bagdad qualche tempo fa. E i commenti?

 

Uno schifo.

 

Red. Internazionale di www.unioneinquilini.it – 14 aprile 2018 – ore 9.30 

 


POSCRITTO 2° : è vero, la guerra è anche una colossale distrazione di massa; ha un effetto devastante in termine di allineamento intorno a dei gruppi dirigenti avventuristi. Che fare in questi frangenti? Raddrizzare la barra assumendo - ma da subito – la priorità che in ogni caso coesiste nelle stesse dirigenze malate: quella di “servire il popolo” anche nella sua sudditanza.

 

Era questo il leit motiv per i grandi dittatori e i fascinosi presidenti del secolo scorso; sta nel frasario di Trump, di Putin e di Xi Jiping ma non in quella parte dell’Occidente che è l’Europa, che è allo sbando per non essere l’“unione materna” per tutti i suoi popoli; ed è questo il disgregante corrosivo che si estende ad altre grandi zone del mondo, dalle Americhe di lingua neolatina ed amerinda, alle diverse Afriche.

Mi scuso con i visitatori del nostro sito: parla per me il professore di un tempo, che spiegava delle nascoste congiunture politiche a giovanissimi allievi che con me viaggiavano scoprendo.  Abbiate pazienza.

 

Vincenzo Simoni, 16 aprile 2018

 




Data notizia14.04.2018

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