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MIGRANTI / SCENARI : CON QUALCHE RAGIONAMENTO TRANCHANT E UNA PROPOSTA


 

MIGRANTI / SCENARI : CON QUALCHE RAGIONAMENTO TRANCHANT E UNA PROPOSTA

 

Al nocciolo l'enorme maggioranza della popolazione europea non li vuole più; è per il blocco. E' una posizione che si spalma dalla Svezia, al quintetto di Visegrad, alla Germania e alla Francia, per non dire del Regno Unito. E in Italia, Spagna, Grecia: idem. Percezioni, esagerazioni, manipolazioni, pulsioni: si descrive male in questo modo quello che succede.

E' il mondo bianco/cristiano (brutto termine ma non ne trovo un altro!) che si esprime. Che cosa sono i migranti per questo "mondo"? Sono identificati come mussulmani velati e/o come neri. Per la religione e/o il colore della pelle: visibili e diversi.

Buoni e cattivi? Onesti e disonesti? Nient'affatto; sono diversi, in etnie, aggregazioni e comunità.

Fastidio... Come gli ebrei negli anni '30? La suggestione circola ma il contesto è speciale. Non c'è un fasullo "Protocollo dei Savi di Sion" - i migranti non sono l'effetto di un complotto cosmico e tanto meno di una invenzione letteraria (mi riferisco a quella descritta da Umberto Eco nel Pendolo di Foucault - vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Il_pendolo_di_Foucault#Temi_principali ). Sono altra cosa e vado per titoli:

-        Medio Oriente destabilizzato e violentato

-        Libia polverizzata

-        Regimi oppressivi in quasi tutta l'Africa

Ci stiamo noi occidentali con le più spregevoli imprese militari ma ci stanno anche loro, gli autoctoni reggitori, che non sono del tutto "nostri" subalterni.

Ritorno al rigetto bianco/cristiano. Il blocco è facile per tutti e lo stanno praticando e sarà incrudito; la condizione italiana è invece un paradigma diverso e globale.

Tre simulazioni:

scenario A: chiusura dei porti: i flussi continuano e devono sbarcare se non si vogliono affondare;

scenario B: blocco navale: i flussi si accumulano nelle costiere libiche e tunisine, e travalicano oltre nel Magreb;

scenario C: concentrazione in campi di raccolta gestiti ... da chi? I governi del Magreb hanno dichiarato che non accettano "invasioni" europee ... : cioè il ritorno delle potenze ex coloniali che però in parte già ci sono con i loro enormi affari!

Tre simulazioni impossibili - parrebbe.

Ed ecco una quarta simulazione che sembra del tutto fantasiosa e invece è ragionevole. La ripesco in Brecht nella Lode del Comunismo che è del 1933 (Hitler era stato appena nominato cancelliere del Reich) - ve la trascrivo:

È ragionevole, chiunque lo capisce. È facile.
Non sei uno sfruttatore,

lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota

e, i sudici, sudicio.
È contro il sudiciume e contro l'idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo:
è la fine dei delitti.
Non è follia ma invece
fine della follia.
Non è il caos ma
l'ordine, invece.
È la semplicità,
che è difficile a farsi.

 

Non è solo poesia, è nella prassi della quarta simulazione.

Valencia ha accolto, aperta anche Barcellona, conosciamo la portata politica del suo sindaco.

E c'è tutta una Europa alternativa, non residuale, che mastica internazionale (in Italia meno), che può nel vuoto dei burò dell'Unione produrre l'inizio dell'inversione.

Che fare da subito?

Chi ne ha i mezzi e dispone di robuste relazioni dovrebbe convocare un contro-summit euro-africano, scontando i rischi repressivi, soprattutto per gli africani liberi, sociali e sindacali e magari "ancora" comunisti" (il che non guasta!); esigere chiarezza, ma non con un terzomondismo d'annata. E' un compito aspro ma è l'unico con un fiato enorme.

La Colau, Iglesias, Malenchon, Corbyn sono alfieri in campo di una minoranza non sconfitta.

Intorno a loro si aggregano milioni di elettori e decine di migliaia di attivisti: forze popolari generose che possono sostenere anche quelli che non sono disposti a farsi schiacciare, in Egitto,  Marocco, Tunisia, nell'Africa sub sahariana.

Certo, è tutto molto impegnativo ma sono questi i tempi giusti.

Per che fare? Forse con una rivisitazione parziale delle stesse strutture ONU ma prima ancora con delle campagne mediatiche che bucano l'insania del caos.

"Aiutarli a casa loro" non può essere  uno slogan leghista, era delle nostre antiche Internazionali; vuol dire essere complementari alla loro nuova liberazione da governanti compromessi; e "casa loro" diventa allora anche questa turbata Europa.

 

E' un lavoro, non solo per stimolanti sperimentazioni; è un impegno organizzativo, che non dimentica il nostro passato nei grandi social-forum ma va oltre. E' più severo, meno eclettico, perché molte cose nel frattempo si sono del tutto chiarite. Insomma, non siamo allo sbando.

 

 

Vincenzo Simoni, presidente nazionale dell'Unione Inquilini

Firenze 21 giugno 2018, primo giorno d'estate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Data notizia21.06.2018

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