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Decreto dignità controluce. Due commenti dalla CGIL su Rassegna e da Cremaschi su Contropiano e alcuni appunti


Decreto dignità controluce.

Due commenti, dalla CGIL su Rassegna e da Cremaschi su Contropiano,

e alcuni appunti.

http://www.rassegna.it/articoli/cgil-nel-decreto-dignita-misure-condivisibili-ma-senza-coraggio

http://contropiano.org/news/politica-news/2018/07/04/decreto-conferma-jobs-act-105531-0105531

 

Alcuni appunti

 

Con questa serie di correzioni e innovazioni non si andrà alla svolta secca, ma con le sanzioni antidelocalizzazioni si potrebbe produrre una divaricazione progressiva rispetto alle situazioni di crisi industriali, che saranno tutte sotto esame. Questa è una delle parti del decreto da subito applicabili.

Il resto ha un segno contradditorio, esposto da Cremaschi ma anche dalla CGIL, suscettibile di ulteriori retrocessioni anche in sede di conversione del decreto; ma è il prodotto di questo scenario politico non modificabile nemmeno nel medio periodo se lo stesso Cremaschi lo rinvia a quando ci si troverà di fronte una sinistra vera.

E nel frattempo che cosa? Ci si può chiedere se questo "decreto" è depressivo o incoraggiante per chi conosce (impegnandosi direttamente) la sostanza delle vertenze, dalle più ordinate alle più radicali.

A mio avviso non blocca.

Per passare ad altri versanti (PD, FI, Confindustria) il decreto è osteggiato non per la sostanza, o non solo per la sostanza, ma per come potrebbe essere percepito: un varco per i diritti.

E' la parola "dignità" quella che non piace all'altra parte, è parola pesante con collegamenti con l'esistenza concreta di ciascuno; è il contrario di "subordinazione" ed è altra cosa anche rispetto al lavoro per come si è concretizzato nei decenni della tracotanza capitalista.

Lo ha capito benissimo chi ha scelto per la testata su Libero lo spot della Meloni per cui il " Decreto dignità, ricetta Di Maio, ricalca quella dei comunisti anni 80''.

 

Non sarà la stessa cosa!

Ma per costoro è sempre meglio mettere le mani avanti, nevvero?!

 

Vincenzo Simoni . 4 luglio 2018.

 

 

 




Data notizia04.07.2018

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