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Roma: Casa/Roma. Pensierino estivo... analisi dell’approccio della sindaca Raggi e dell’assessora Castiglione. (di Massimo Pasquini)


 

Pensierino estivo con tendenza all'approfondimento strutturale: analisi dell'approccio della Sindaca Raggi e dell'assessora Castiglione.
Da tempo seguo con attenzione le modalità, in particolare conunicative, con le quali la sindaca e l'assessora alle politiche abitative stanno affrontando la questione casa.
Attenzione io credo che facciamo un errore quando diciamo che sindaca ed assessora non hanno idee, non hanno un progetto di citta', non si prefiggono di affrontare la precarietà abitativa in maniera strutturale.
E cerco di spiegare perché.
A Roma è accaduto un fatto unico in Italia. L'Unione Inquilini, Action, I Blocchi precari metropolitani, la Cgil, gli studenti di Link hanno prodotto uno sforzo straordinario hanno dato vita ad un "aggregato anomalo" che con i mesi ha visto l'adesione anche di Sunia, Sicet, Uniat, e dei Costruttori.
Addirittura questo aggregato anomalo ha conquistato un tavolo e ha prodotto una piattaforma di proposte di politiche abitative strutturali per affrontare in maniera adeguata il disagio abitativo. Oltretutto sapendo che Roma ha nel cassetto oltre 300 milioni di euro da utilizzare . Insomma una situazione creata con fatica che qualunque amministrazione sarebbe contenta di avere.
A Roma no!
Dopo mesi e mesi quel tavolo non ha prodotto nulla per una precisa volontà dell'assessora Castiglione l''unica assessora, della capitale di un paese del G7, che lavora part time, volontà che fa il pari con quella della Sindaca che si può sintetizzare nella frase: " nun je' ne po' frega' se meno. Questo perché in realtà alla amministrazione comunale non interessa risolvere la questione a partire dal recupero dell'esistente senza consumo di suolo. La sindaca e l'assessora perseguono un altro obiettivo: allontanare da se l'idea che debbano essere loro a dare risposte alla precarietà abitativa.
Stiamo arrivando al punto centrale.
Sindaca e Assessora perseguono scientificamente il progetto, con una grande capacità conunicativa, di far credere ai residenti a Roma che il disagio abitativo sia composto da scrocconi, occupanti senza titolo, parassiti nei residence e che in fondo sfrattati e quelli in graduatoria, in fondo, chissà se davvero sono bisognosi.
Cosi da mesi e mesi Sindaca e assessora sono impegnate a pubblicare post sulle loro mirabolanti assegnazioni, 1 al giorno, sul fatto che hanno scoperto 4000 famiglie con redditi superiori alla decadenza , senza dire che é solo il risultato dei censimenti dei redditi che ogni due anni si fanno dal 1998, dichiarando che in tempi brevi li cacciano via? senza dire come e omettendo che l'ater costretto, al pareggio di bilancio, deve avere queste famiglie con redditi più alti, altrimenti fallisce in due ore mandando per stracci 46.000 famiglie assegnatarie.
E proseguono la loro incessante opera tesa a far contrapporre di volta in volta le famiglie nei residence con quelle sfrattate, le famiglie "ricche dell'ater" con quelle in graduatoria gli occupanti con le famiglie in graduatorie visti come quelli che gli stanno rubando le poche case popolari, gli immigrati con gli occupanti case popolari.
Insomma in questo modo e sapientemente la sindaca e l'assessora creano consenso artificiale e traslano il conflitto che dovrebbe essere tra l'amministrazione, che deve dare le risposte, e quanti lottano per averle , ad un conflitto tra gli stessi soggetti sociali, che vengono messi gli uni contro gli altri.
Un capolavoro al quale noi rispondiamo in maniera inadeguata perché riproponiamo sempre le stesse modalità di rappresentazione del conflitto, ma senza capire che il contesto che ci circonda é stato abilmente artefatto e che la città nel suo complesso ci vede come i difensori dei furbini.
Io credo che questo contesto per noi nuovo debba essere compreso meglio da noi ed affrontato. Se non ci riconnettiamo almeno con un pezzo della città, che sia solidale con le nostre lotte non andiamo da nessuna parte . Ed oggi la questione della comunicazione deve diventare per noi un terreno di intervento. Senza lasciarci abbindolare o abbagliare da, per esempio, stantii consigli comunali straordinari sulla casa che sono solo fumo negli occhi. Proviamo a ragionarci su . Scusate la lunghezza .

                    Da Massimo Pasquini

 

 




Data notizia05.07.2018

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