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reprint di due editoriali del 2011 invito alla rilettura.


 

24.10.2011. Editoriale furibondo.

 

Appunti sull'ultimatum all'Italia. Solo all'Italia? No davvero. E' l'assalto generale contro i popoli e contro la Terra.

 

Che ci viene richiesto? Privatizzare, liberalizzare, semplificare, ma soprattutto ancor più flessibilità con meno salari e meno pensioni. Per che cosa? Per lo sviluppo. Di che cosa? Buio pesto.

 

I. Privatizzare che cosa?

I beni comuni e i servizi irrinunciabili - è il patrimonio storico di secoli di stato sociale clericale e assoluto, paternalistico e fascista, franchista e peronista, stalinista e socialdemocratico: quale che sia stato nelle sue varianti.

1) Vendita del patrimonio pubblico. Quale? Dai fari alle caserme dismesse, ai poligoni di tiro, al milione di case popolari. Come? Con lo strumento della loro cartolarizzazione.

Cinque anni fa se ne occupava Fabrizio Ghisellini, allora consulente finanziario del sindaco Veltroni, ora dirigente del Tesoro. Lo abbiamo incontrato nel 2008 con Salvatore Rebecchini, presidente di F2i in un convegno di "Magna Carta". Si occupavano delle stesse operazioni.

Altri avevano elaborato un curioso marchingegno: vendere addirittura i palazzi dei ministeri di Roma con il vincolo del loro riaffitto agli stessi dicasteri per tot anni.  Intanto allo Stato arrivavano delle entrate figurative immediate.

2)  e i servizi essenziali? Siamo andati molto oltre alle intenzioni che si riferiscono ai beni comuni. La resistenza è stata alta con il movimento per l'acqua pubblica. Ma contro tale sensibilità popolare viene scaricata in modo terroristico la crisi: che la crisi è mondiale, e per la quale bisogna essere uniti a solidali. Tutti addosso alla Sanità e ai trasporti pubblici locali. Addosso a quel che resta di asili nido pubblici in sintesi al salario sociale rappresentato dai servizi.  

 

II. Vendere e cedere a chi? E a che prezzo? Anche su questo tanta nebbia.

Il ricordo più corposo risale al saccheggio dei beni demaniali e comunali, della manomorta ecclesiastica e del patrimonio delle Opere Pie. Fu una espropriazione collegata ad operazioni delinquenziali generalizzate. Quando verrà ristampato e diffuso come libro di storia l'eccezionale "Questa è l'Italia" di Francesco Saverio Merlino? Emozionanti i tragici capitoli su La Conquista e la Greppia. Le tendenze sono le medesime; e gli effetti? Non ci fu sviluppo e la democrazia affondò nella melma del trasformismo. Lo sviluppo se ci fu ebbe il volto orrendo della guerra e del fascismo.

Nell'Italia degli scorsi anni si sa come l'operazione è straboccata: con le truffaldine catene di Sant'Antonio per la Telecom e la cessione dei pedaggi autostradali a Benetton ( che cazzo c'entravano le maglie con le autostrade?), con la privatizzazione in molte grandi e medie città del ciclo dei rifiuti e delle acque e la vendita di strategici servizi di trasporto urbano (di questi giorni il lancio/vendita a privati da parte del Matteo Renzi per l'ATAF di Firenze!).

Questo è l' arraffa arraffa.

Vendere a chi? Alle banche in crisi di capitalizzazione reale? Oppure cedere beni e servizi reali in cambio di carta straccia? Insomma approfittare del trambusto per un fantastico exploit piratesco!

A che prezzo? Ma stiamo scherzando?! Chi sta congegnando l'operazione ha come modello quello del saccheggio delle risorse strategiche sovietiche da parte dei boiardi di stato. Cioè gratis. 

III. Semplificare!

Basta con le ASL e  con la Valutazione di Impatto Ambientale, basta con il controllo e le sanzioni per i fumi tossici, le discariche e i percoli, e i rumori molesti! Energia pulita? Viva il nucleare. E il turismo? Sia di massa, altri cento milioni di cinesi in fila per gli Uffizi e ai Musei Vaticani, ingozzati di porcherie nei centri storici con tutta paccottiglia; e i residenti? Corpi estranei. E le piazze? Movide urlanti con tanto piscio fluente. Semplificare ... e sia simbolo di questo slancio liberatorio l'eliminazione del clerico-comunista art. 41 della Costituzione.  

 

IV. Lo si fa per lo sviluppo?

Ma sviluppo di che cosa? Più automobili ed elettrodomestici? Ma se si vende qualcosa solo con la rottamazione e nemmeno questo basta!  Più navi in modo da evitare la strozzatura delle penisola? Ma se si sta liquidando anche Fincantieri. Più ricerca? Ma se si chiudono gli ultimi residui dell'elettronica italiana? Sviluppo di che cosa? Di altri mega-centri commerciali, di Fiere dove si espone tanto gift. E la chimica, nostra eccellenza non solo produttiva? Liquidata.  

I grandassoni pretendono di intimidire il mondo, non con le cannoniere di un tempo ma con i droni. Per quale mondo? Le loro sono imprese senza futuro. 

E ancora non basta.  Con il collo torto ghignano sulla necessità di concorrere. E concorrere come? Con sempre più bassi salari e pensioni ai minimi termini..

Emulazione, qualità. Un sacco di stronzate sul "doman che non c'è certezza e quant'è bella giovinezza"! Austerità? Ma dovrebbe tutto il ciclo dei consumi essere rettificato. E che cosa sarebbe? La decrescita nella qualità? Roba grossa, che nel panico di queste settimane non ha cittadinanza.

E la protezione dell'ambito europeo? Roba da dimenticare. E il dumping sociale da sanzionare? Chiacchiere di qualche sera. E che ci dirà il Prodi alla TV sul futuro che verrà! Non gli credo, conoscendo quello che aveva prodotto con il suo Mulino e il programma dell'Unione. Le balle sulle authority - dopo la nefasta privatizzazione dell'IRI -  non ve le ricordate?

 Questa è un editoriale furibondo.

 

V.S. 24.10.2011.

 

Nella notte di domenica 4 dicembre, ascoltando Monti e i suoi sodali...i robotici portavoce del padrone.

La novità. Meno abituati dei politici navigati alle conferenze stampa Monti e i suoi ministri hanno risposto ad alcune domande con sufficiente franchezza. Si son fatti capire a chi è libero di testa.

Nessun aumento di aliquote irpef per i più ricchi: Monti ha candidamente confessato di essere stato convinto a non farlo da autorevoli commentatori (alludeva a Giavazzi ed Alesina, sul Corriere della Sera di stamani). Nessuna patrimoniale e qui s'è permesso di aprire un varco in qualcosa che i conservatori sempre ripetono quando  in tempi di crisi qualche parte chiede che la ricchezza più opulenta sia intaccata dal fisco.

Cerco di ricordare la frase: " Avremmo anche potuto annunciarne il percorso, ma l'accertamento sulle ricchezze è così complicato! Qualcosa avremmo ricavato forse tra due anni, nel frattempo l'effetto-annuncio sarebbe stato quello di una massiccia fuga di capitali all'estero".  

Che cos'è allora quello che si abbatte sul popolo indifeso? Non la patrimoniale sui molto ricchi ma la taglia sulle case d'abitazione. Non una più forte progressività dell'imposizione fiscale ma più Iva e più accise sui carburanti. Sulle pensioni quello che circola da tante settimane: logorare cioè chi ha lavorato per oltre 40 anni, non pagare nemmeno quanto ha versato, rapinare l'Inps che è in attivo... Per che cosa? Passera - il più scaltrito dei sodali - si è tenuto sulle generali.

 Quello che s'è capito è che il popolo bovino sarebbe stato scremato non solo per controllare i conti dello Stato e ridurre il debito (su questo non s'è insistito più di tanto) ma per drogare il capitale industriale e finanziario in crisi di astinenza.

Per che cosa? Nessun accenno al disastro ideogeologico, nessuna resipiscenza sullo spreco in fasulli grandi lavori con il quasi nulla per la manutenzione del sistema dei trasporti e delle comunicazioni, anzi! Sulle spese per la Difesa nessuno nella conferenza stampa ha sollevato la questione. Rischiava di passare per maleducato.

Difendere le imprese dalla più brutale delocalizzazione? Orizzonte inesistente.   Questa sera s'è ascoltata davvero la robotica voce del padrone. Domani avremo parecchio da leggere e qualcuno dovrà anche decidersi...

 

V.S.  4 dicembre 2011.

 

 

 




Data notizia04.10.2018

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