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Pisa: "gilets jaune" - un intervento di Virgilio Barachini.


“gilets jaune”

 

Da Virgilio Barachini un intervento che volentieri pubblichiamo

 

Caro Vincenzo, chiudi il tuo editoriale di ieri con “Insomma ci saranno delle novità”. Credo che avresti potuto scrivere “ci sono delle novità” in quanto i fatti di Parigi (insieme alle manifestazioni in altre città della Francia e a Berlino per l’ambiente) mi sembra che le rappresentino. Il problema è che i “sinistri” (quelli de La Repubblica e Il Manifesto, i sostenitori di Macron) hanno subito etichettato le manifestazioni dei gilets jaune come manifestazioni “di destra” o, come al solito, “populiste”, senza volere capire che queste, come altre manifestazioni avvenute negli scorsi anni in Italia (esempio i forconi), e la credibilità (magari mal riposta) acquistata dal M5S e da Salvini, deriva da una diversa composizione produttiva e sociale, in particolare in occidente.

 

Dobbiamo prendere atto che i Sindacati e Partiti storici hanno perso credibilità e la funzione storica di rappresentanza di classe in seguito alle nuove forme di comunicazione e di produzione di merci e del valore delle stesse (moneta virtuale e finanza). Ce ne siamo accorti anche noi dell’Unione Inquilini nel corso dell’ultimo Coordinamento di Livorno, ma non sembra lo vogliano capire i residuali partiti e sindacati di “sinistra” e i loro giornali !

 

Almeno il 70% dei francesi risulta che siano favorevoli alle manifestazioni dei gilet gialli, che hanno coinvolto masse popolari “intercalssiste” sfruttate dal sistema imperialista occidentale (del quale in Europa Macron è un ottimo “maggiordomo”). Col solito “fiuto” del politico sgamato Salvini invece si è subito schierato dalla parte dei contestatori, mentre i “sinistri” dalla parte di Macron, considerando i gilets jaune espressione piccolo borghese e violenta (quindi implicitamente “fascista”).

 

Vorrei ricordare che le rivolte per il pane (oggi la benzina è più importante del pane !) hanno caratterizzato periodi prerivoluzionari in molti stati, compresa l’Italia. Il problema sta nel sapere “guidare” queste periodiche rivolte popolari verso obiettivi politici strutturali anti sistema dominante in senso “rivoluzionario” o “sovranista”. Solo chi immagina che “le masse” siano ancora obbedienti a questo o quel partito o sindacato istituzionalizzato (burocratizzato) può credere che, siccome non c’è un partito o un sindacato “di sinistra” che abbia organizzato queste manifestazioni di piazza, le manifestazioni popolari siano state organizzate “dalla destra”; pertanto da combattere d’intesa con i governanti al potere, perché tutto resti come prima.

 

Stando coi piedi per terra un movimento popolare come quello francese (ce ne fosse uno simile in Italia !) che attacca un governo servo dell’imperialismo delle multinazionali, che rappresenta anche elettoralmente una minima parte dei francesi, è un’occasione per tutte le forze politiche per cercare di prenderne da direzione, se capaci di farlo ! Questo ci insegna la Storia !  

 

Virgilio

 

Pisa, 2 dicembre 2018.




Data notizia03.12.2018

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