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Metastasi e anticorpi: terapia non delineata dal Venezuela al resto...


E da chi? “Liberation” sbanda, “Contropiano” è consapevole, il “Manifesto” descrive. L’assestamento auspicabile (l’interclassismo protettivo) non si sta affermando; le classi si azzannano. Ma non era già successo in Cile negli anni di Allende?

Quello che manca è una miscela dinamica tra emancipazione e conservazione, cioè una aggiornata coalizione sociale. Lula e Rosset sono stati travolti – ma lo hanno tentato? Maduro che poteva architettare a fronte di una indisponibilità reiterata? Il “frente amplio” uruguaiano? Troppo tardi, pare. Non sto farneticando. È sulla terapia che ci si arrovella, e ce lo stanno comunicando gli stessi associati nella IAI (International Alliance of Inhabitants) che solidarizzano con la repubblica bolivariana nelle coordinate delineate da Chavez. Il golpe se respinto apre altre ferite, che si incancreniscono. Papa Bergoglio da Panama cerca  un nuovo “centro” – non si affianca a Trump e a Bolsonaro. Pare che questo figlio dell’Argentina (Bergoglio) sia tra i pochi che va oltre gli ammonimenti. Cerca, telefona, parla, sta sul pezzo: sa che la rettifica è indispensabile mentre scorre il sangue nelle piazze venezuelane. Maduro riflette, resistendo? Ne sono convinto.

Ripenso alle costanti nelle rivoluzioni in progress, che senza rettifica diventano altra cosa. La società non è spontaneamente coesa, è dissociata. Il governo rivoluzionario - ma anche quello riformista - se non s’allarga finisce male. Insomma, chi ha letto le storia del Novecento sa di che parlo – mi scorrono davanti gli Spartachisti, quelli della NEP, la Spagna repubblicana, l’ambigua consapevolezza staliniana, dopo l’ ”ebbrezza del successo” negli anni ’30, e poi e poi, i fatti Cecoslovacchi nell’agosto del ’68, e l’inadeguato nostro Compromesso Storico.

So che i giovani non possono capirmi, ma altri sì e devono informarli. Bisogna rammentare per identificare la costanti tendenziali applicandole a  questa strana Italia ed anche al nuovo ruolo dirigente in CGIL di Landini che non va snobbato.Insomma, non si può rimasticare su una egemonia di classe, se si rivolta nella sua scomposizione, quando invece lo schema maturo è sofferenza mentale, sviluppo conoscitivo, decisioni rimasticate, è molto governo, è collettività progressiva.

 Ripensando ancora in questi giorni assordanti rivedo il Centro Sinistra italiano degli anni 60-70: come poteva procedere oltre con una coalizione sbilanciata verso il centro clericale, nel quali i socialisti erano ricattati dai veri o presunti golpe e il PCI era fuori dalla “stanza dei bottoni”? E quant’altro andrebbe riletto, sulle riforme buone e quelle con il baco, ma anche sull’incompiuto e/o conflittuale rapporto tra i movimenti di massa (operai/studenti) e il partito di Gramsci, Togliatti, Berlinguer!

 

 Bisogna imparare dalle nostre costrizioni mentali, per non ripeterle con la stessa inutilità!

 

VS. 25 gennaio 2019




Data notizia25.01.2019

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