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Verso il 23 marzo a Roma con chi e per che cosa…


Verso il 23 marzo a Roma

 “Sarà il luogo di ritrovo per tutte le lotte territoriali per rimettere al centro dell’azione la difesa e la messa in sicurezza dei territori, lo stop alle grandi opere inutili e la redistribuzione dei fondi pubblici, sprecati ad oggi per questi progetti, verso le priorità del Paese e del pianeta.”

 

Estratto da http://www.notav.info/post/dallassemblea-nazionale-il-23-marzo-tutti-a-roma/

 

Tutti chi? E per quali priorità?

 

Il titolo rilanciato sul nostro sito web è parzialmente diverso: vorremmo che a  Roma manifestasse un movimento dei movimenti ambientali e sociali – e che l’alternativa fosse globale.

Nel “secolo breve” ci sono state delle incursioni con il segno della circolarità con un tratto unificante: potere/autonomia/liberazione e “casa,scuola,fabbrica,quartiere, la nostra lotta per il potere”. Io ci sono stato; potrei dire di quanta fosse la sostanza; abbastanza ma non possente, E c’erano altri che concorrevano non solo alla distorsione dei nostri impulsi: i sindacati, il partito comunista, le cooperative edilizie, le associazioni produttive e le legislazioni del centro sinistra. Non sono reminiscenze nostalgiche, le mie, e nemmeno liquidatorie. Dico soltanto che si lottava con molteplici interazioni.

Non era chiaro cosa fosse il potere operaio mentre era evidente che la lotta era continua e non …. per il comunismo. La prospettiva? Ci sarebbe parecchio da revisionare su questa parola! Ecco come annaspo sul senso operativo di “una alternativa globale” che non  sia nella sua essenza una vitale aspirazione.

 Tutti e per che cosa?

La casa, la tana, la protezione, il cibo, il calore, la voce rassicurante, il 118 che ti salva, il ritorno, il rispetto per quello che fai, guardare la città e la campagna, essere utile in qualcosa, non avere paura, divertire e divertirsi, stare solo se ti va, fare squadra e bisboccia, imparare, studiare, scrivere, rigettare la menzogna. Ecco, c’è tanta prevaricazione e non è scontato il rispetto; c’è chi si monta la testa e ostenta il suo sesso, non c’è solo bellezza, anzi. E  da anche di matto.

Tutto questo ha convissuto nel nostro secolo breve e prosegue ancora senza alcuna retrocessione. La dignità non è un dono, è un impulso conflittuale.

Forse ce la faccio a tornare al programma. Ma dovevo prima sfogarmi.

Ritorno all’elenco del chi

Quelli del no, che sono sempre per dei sì. Altri del no, gli oppressi nella “logistica”, scaricatori, trasportatori, autisti, che sbandano per il sonno, quelli che hanno scoperto i gillets gialli e se li fanno rossi e bianchi, ma anche gli umiliati dal REI, e le ragazze e i ragazzi con l’emozione della scoperta sociale, ed ancora, chi non potrà venire perché è troppo stanco.

Ci sono tanti motivi, le bollette usuraie, le lunghe attese sanitarie, i compensi irrisori, come perdi la testa per non potere più pagare l’affitto. I volontari sociali, che non lo fanno per il buondio, ma per la propria intimità: dovrebbero tutti esserci a Roma.

Certo, il programma è fatto di schemi, che vanno esposti, sono le tavole di una nuova legge che non è quella mosaica. Forse è più simile a quella di certi preti operai nell’altro secolo.

 Passa parola!

Che non ci sia concorrenza, sia espulsa la bile, scansiamo quelli che pregustano ipotetici voti di ritorno. La sfilata delle bandiere per contare gli spezzoni … non è mai il momento! Quando si passa al pallottoliere, ti vien voglia di mollare.

Il movimento è altra cosa; anche quando si espande per alcune stagioni ripulisce le stalle con effetti di lunga durata: ed è per questo impagabile.

 

 Vincenzo Simoni – 15 febbraio 2019.




Data notizia15.02.2019

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