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Strabismo feroce e miopia


Tutto si lega: anche l’ansito ambientale con la rottamazione forzata. Emblematica l’inversione sugli ordini nel comparto dell’automobile: bisogna rapinare chi resiste alla sostituzione. Le rampe sono allertate; puntare sul corpo grosso, spremere sui due comparti che fanno massa, i lavoratori e i consumatori. A quale scopo? Riprendere la corsa, differenziale al massimo.

Stupidità anche quella di chi elargisce dei bonus promettendo un nuovo miracolo economico: stanno scansando il senso profondo della decrescita! Latuche irriso; preferiti i parolieri del Corrierone!

Reggitori del mondo? Forse solo i cinesi hanno le palle, vengono da lontano, confuciani che alternano la spinta con la cautela. Noi siamo i corsari di ritorno, grassatori da sempre.E che sono se non isterie le ingiunzioni pubblicitarie? Ma li avete visti gli spot, promiscuo sesso/motore, e quanta insana pressione per disgraziati compilatori!?La programmazione televisiva pregusta il tracollo: “A noi i vostri avari risparmi, a noi l’attivo residuo del bilancio statale. “ E il debito incardinato? I vampiri vorrebbero risucchiarselo.

Mi faccio capire?

L’occidente euro-atlantico non concepisce una sua ristrutturazione; si sente assediato dagli emergenti, concepisce solo un groviglio surriscaldato di scambi. Oh, poter far la guerra, sfasciare le concorrenze, essere la sola officina avanzata del mondo! Lo chiamano declino mentre sarebbe un’altra cosa; lo spazio conciliato. E per la nostra parte, nei climi temperati, niente di rovinoso, anzi. Ma non con chi imperversa, ammonisce, minaccia, irride, organizza pogrom non solo mediatici; con questa genia siamo andati ben oltre.

Tutto si lega. Da noi le baggianate sulla Nave Diciotti mentre le ruspe sminuzzano i ghetti nelle piane del nostro meridione: rifiuti, cartoni, baracche e i numeri atroci di chi trasmigra chissà dove. Siamo andati oltre i palliativi.E non si dice la verità che non sarebbe devastante se ci accontentassimo di migliorare; non chirurgie ma depurazioni, sgranchirsi poco a poco, con una sobrietà cooperante. Non so usare altre frasi. E sono anche preoccupato come altri con cui converso e che consentano subito; perché le cose da me sintetizzate fanno parte del quotidiano vissuto, dei loro bilanci anche quando non sono scarni, per non dire di chi è triturato. Sanno da dove proviene il contagio. E allora fatemi dire qualcosa sui tre mesi dei gilets gialli; vogliono annichilirli. Rischiano molto, come i comunardi.

Si sta confezionando il meccanismo. Contro noi tutti. Noi chi? Quelli che lottano per legittima difesa, quelli che intravedono una diversa civile convivenza. Quelli che Le Figarò vuole tutti arreter.

 

E per questo scrivo ancora.

 

V. Simoni – 20 febbraio 2019




Data notizia20.02.2019

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