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Editoriale, su crescita, descrescita o riassestamento


Crescita, decrescita o riassestamenti globali?

 

Il riassestamento non è “il disastro” quando ogni area globale sta riflettendo su se stessa. La malafede quanto può reggere? Poche settimane. Ottime notizie dalla Cina che deve darsi una calmata e riequilibrare l’interno; e nella sostanza anche Trump concorre allo stesso processo: ci stanno ripensando pure i tedeschi!

E il TAV Lione – Torino ? Roba stantia in un mondo che non richiede il parossismo degli scambi. Tutto è sorpassato anche l’affanno per il possesso dei porti mediterranei. La fase se non è armoniosa non presuppone la guerra. Insomma, restiamo calmi e precisiamo. Non è un ritorno all’indigenza; la Terra medesima, che ci avverte di far bene i conti, con l’economia circolare evoca una sobrietà che usa il meglio del nuovo. Dunque, non mi preoccupo? Anzi, pavento le retrocessioni bestiali; perché l’intelligenza è sotto sforzo e pochi esperti osano intravedere lo scenario reale. Il passaggio imporrebbe la mediazione; stop quello che va stoppato, accelerare le sistemazioni in crisi, miscelare protezionismo e scambismo selettivo.

Le mie, credetemi, sono parole soppesate; mi sforzo di selezionare le notizie e non  scordo gli eventi in corso.

I Cinque Stelle devono passare dall’affanno al dichiarato impegno prospettico; la strategia oggi prevale oggettivamente sulla tattica. Altrimenti verranno triturati e con un certo rimpianto. Insomma, le parole giuste non stanno nell’accordo ma nel suo superamento.

E i leghisti come sono? Non ne ho una buona impressione; si presentano come “semplici”, dicono di andare al sodo, loro! Ma davvero? Ma se ci sbattono ogni volta che inciampano sul globale. Export contro mercato interno, differenziali fiscali con il gruppo di  Visegrad; il Lombardo Veneto si scompone, con le sue banche azzardose, mentre la logistica s’incaglia tra raccordi, smistamenti e tanto stress.

Purtroppo siamo circondati da sbraitoni a tempo perso e dalle ondulate chiome, mentre TV e giornaloni incombono come discariche tossiche in movimento, Zitto, che ricordo cose del mio passato remoto quando la didattica era stata riconquistata e argomentata non a ceffoni.

Termino con il 23 marzo; quanti ci andranno a Roma? Sarà la ripresa di una diversa prospettiva economica? Bisogna esserci.

Sul resto della nostra politica interna ? E’ un rigurgito intimidatorio e assordante. Anche per questo c’è da operare con una spessa tenacia.

 

8 marzo 2019 – VS.




Data notizia08.03.2019

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