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Si possono davvero salvare capra e cavoli?


SI POSSONO DAVVERO SALVARE CAPRA E CAVOLI?

C’era da neutralizzare anche il lupo: pertanto solo con alcuni retro-imbarchi e delle neutrali coesistenze era stato possibile il traghetto

 La soluzione nel link ...

 https://www.focus.it/cultura/curiosita/perche-si-dice-salvare-capra-e-cavoli

Il gioco è stato inventato da Alcuino di York, teologo e pedagogo inglese, che nel 782 fu chiamato da Carlo Magno a dirigere la Schola Palatina di Aquisgrana (Germania), una delle prime scuole pubbliche al mondo, destinata ai giovani aristocratici.

 Al dunque, tornando ai giorni nostri, alcuni analisti, semplificano il mondo: grandi regioni autoritarie si oppongono alle variegate multinazionali, le quali minacciano sfracelli; invece è già tanto se emergono delle prevalenze.

 Nel dettaglio in Cina lo Stato è condizionato dai neo-mandarini e in Russia da non estinti oligarchi; negli USA Wall Street va oltre Tammany Hall; mentre in India, nel Brasile e in Turchia è  radicata nei ceti rampanti l’opposizione antisocialista a chi richiede “più Stato”. In Italia la riduzione drastica dello spread pareva consolidasse  un “centro” con Mattarella, Conte e Tria, un Centro non osteggiato da Di Maio e dallo stesso Salvini pago della vittoria leghista al voto europeo. Appunto: troppo consistenti, troppo sicuri di se i leghisti! Ed ecco che, essendo intollerabile la prospettiva di un governo di lunga durata, scatta la una tagliola Onlus-Rubli-Magistratura, che replica nella sostanza il modulo antitrumpiano.

Come dire, che sono vischiosissime le difficoltà di praticare delle  scelte intermedie, quando è replicante lo stesso bastone di comando. Perché il bastone è sostanza, è infrastruttura, crea e consolida formidabili rapporti sociali; tende a durare. E’ forza produttiva... Per questo chi da decenni s’è acconciato a delle genealogiche frequentazioni le spara tutte; ed azzanna in queste ore  come un ultra atlantico di altri tempi.

 Concludendo: certo che è importante praticare il programma; ma quello che conta è “indurre” grandi masse ad incrociare dinamicamente le loro condizioni con un disegno politico lampante; e questo lo sanno quelli stessi centro-sinistri che hanno fissato per il prossimo novembre la loro convention nazionale.

Poche parole allora sulle oppressioni; i loro termini sono arcinoti, rottamazioni, delocalizzazioni, capii alla gola con una selettiva sanità e la manipolazione delle utenze, e poi l’avidità e il saccheggio cannibalistico di quello che resta; altro che simpatia per l’infanzia ambientalista in movimento!

 13 luglio 2019. Vincenzo Simoni




Data notizia15.07.2019

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