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Alta felicità. L’utopia è altra cosa dalla ricerca di un padrone


Alta felicità:

L’utopia è altra cosa dalla ricerca di un padrone.

 

Dal M5S quale decorso? Potrebbe bastare ricordare le sequenze elettorali, dal voto alle politiche del marzo 2018 alle regionali per arrivare alle recenti europee e ragionando parecchio su Roma.Non per una oziosa caccia agli errori ma per accertare qualcosa che riassume la natura delle cose, che si manifesta nel divenire e solo in particolari congiunzioni è libero arbitrio. Da tre giorni in mutande e canottiera sono inchiodato davanti allo schermo, espurgando delle suggestioni; ma un tappo tenace mi sta bloccando ed è nella mia testa.

E allora vado per le spicce … che il “Movimento 5 Stelle” nasce e prosegue strano, senza sedi fisiche, con un non-statuto e uno scarto strabiliante tra elettorato e aderenti che decidono le candidature. C’è dell’altro, il finanziamento pubblico non stornato per l’attività decentrata. Insomma si arriva all’enorme risultato delle politiche 2018 senza infrastrutture comunali e tanto meno con la reinvenzione giacobina dei club! Si può opporre che neppure gli altri (forse in parte la Lega Nord) sono organizzati con strutture di massa; che c’è molto social, molto verticismo (eclatante il renzismo che anticipa il salvinismo!).

Ma ecco la diversità: i Cinquestelle se portatori di utopia avrebbero un bisogno vitale di una diversa miscela, con tutto il nuovo virtuale, digitale, referendario, partecipativo affiancato da una corposa fisicità, che pur non ripetendo la case del popolo degli anni ‘50 sarebbe una integrazione adeguata alle vite sfrangiate. Dunque dei locali, con un minimo di personale, un tot di volontariato, come una fisarmonica che si restringe e si dilata.

L’utopia è una grande parola, non inventa, auspica, cammina imparando. In queste settimane il blog delle stelle propone delle riforme allo statuto del movimento; riguarda il mandato elettorale, con clausole più flessibili e forse dell’altro.

Non mi pare che si occupi della natura delle cose.

Insisto con i Cinquestelle perché sono milionate di persone che ondeggiano e si ritraggono; non residui e neppure esploratori. I test ci sono e vanno oltre le leggi approvate, oltre al cozzo con i satrapi leghisti. E’ una aspirazione convergente, sobria anche se troppo inventiva. La concretezza è spesso modesta, ma il segno è antagonista oltre ogni governismo, ed è così percepito non solo dai giornaloni dell’insulto che li vogliono estinti.

Il Movimento Cinque Stelle può scoppiare. Ma non è una vescica che deflagra; sarebbe tutto un popolo che verrebbe inghiottito. Da che cosa? Mi sono schierato con i gillet jaune; parteggio per Iglesias, Malenchon, Corbyn e Sanders; ma questo nostra Italia è parecchio “strana”,

Per questo ritorno all’utopia: che si oppone ai prenditori, al dopo di me il diluvio, al me ne frego.

E’ l’alta felicità, che circolava alla fine della scorsa primavera nella moltitudine di milioni di volti adolescenti

Come domani a Venaus !

 

V. Simoni – Venerdì 26 luglio 2019




Data notizia26.07.2019

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