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La semplicità che è difficile anche a dirsi.


La semplicità che è difficile anche a dirsi.

Per Brecht era difficile a farsi, per il Simoni anche a dirsi.

Si direbbe che la comunanza riguardi le polizie del mondo, bardate allo stesso modo, sparano sifoni immani, mirano accuratamente e se ti beccano ti massacrano: a Parigi come a Santiago, a Barcellona come ad Hong K:ong. Forniture e istruzioni identiche: certamente si connettono in tempo reale.

Mutano i manifestanti? Fino ad un certo punto si somigliano: sfilano in pace al pomeriggio ma la notte no! Dappertutto. E non sono delle bande di quartiere, non decine ma centinaia che ci richiamano ad altre imprecazioni.

“Brucia, ragazzo, brucia!”.

Contro chi, per che cosa?  Contro la vischiosità. Certo, le cose sfasciate sono concrete rappresentazioni della vischiosità.

Per la libertà!

Ma le riforme? E il sindacato? E il frente popular? E via con le scritture dei saggi, le cauterizzazioni di chi si sente, lui sì, scartato, come scarbi e  cacciari.

Ma chi scrive la presente è davvero diverso? Abbastanza, perché distingue la sostanza vitale nel tenace trantran; perché non si vive di solo pane, ma di “pane, terra e libertà”.

Certo, lo sbocco non è disprezzabile, ma è il sedimento che ricorda le lontananze.

E allora chi è questo vecchietto che scrive e fatica parecchio?

 

Poscritto.

Termino strano: nel secolo che non è mail-trapassato ripenso ai Bordiga e Gramsci, ai Trotschji e Stalin, alle dighe e le bandiere; e da noi, da noi , da noi?! A tante ragazzine con cartelli fatti a mano e cellulari.

 

Vincenzo Simoni- Firenze 23 ottobre 2019.

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  • V.S.



Data notizia23.10.2019

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