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Sia stralciato o soppresso l’articolo 8 dal disegno di legge sicurezza: non è con la repressione che si risolvono rilevanti questioni sociali come quella del diritto alla casa

Comunicato stampa 16 maggio 2024

Sicurezza: “Sia stralciato o soppresso l’articolo 8 dal disegno di legge sicurezza, non è con la repressione che si risolvono rilevanti questioni sociali come quella del diritto alla casa”

Oggi, 16 maggio, l’Unione Inquilini è stata audita dalle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati in merito all’AC 1660 che reca norme in materia di sicurezza, in particolare sulle norme in materia di occupazione abusiva di immobili, di cui all’articolo 8 che inasprisce fortemente le pene.

Dichiarazione di Silvia Paoluzzi, Segretaria Nazionale Unione Inquilini
“Come Unione inquilini temiamo che l’articolo 8 recato dal ddl sicurezza sia più frutto di campagne mediatiche piuttosto che un atto che tende ad affrontare una questione molto seria, quella della precarietà abitativa. Riteniamo che affrontare una rilevante questione sociale solo in termini repressivi non risolva il problema, anzi rischia di incancrenire la situazione. Il contesto nel quale interviene l’articolo 8 è quello che vede una evidente assenza di politiche abitative pubbliche per le 983.000 famiglie in povertà assoluta in affitto, alle quali non viene offerto nulla. Così come nulla viene offerto alle 650/700 mila famiglie nelle graduatorie, o alle oltre 30.000 famiglie sfrattate ogni anno con forza pubblica. A fronte di questo si assiste a 90.000 case popolari inagibili per le quali non vengono finanziati se non in maniera insufficiente piani di recupero. Si assiste, altresì, in molti casi ad una pessima gestione delle case popolari che si liberano che, invece di essere in tempi brevi riassegnate, diventano preda anche della “gestione” della criminalità o di compravendita illegale. Questo attiene ad una questione gestionale che mai viene chiamata in causa. Siamo i primi a ritenere inaccettabile l’occupazione di un alloggio pubblico ai danni di un anziano che si reca, ad esempio, presso un ospedale per le cure e riteniamo che vada liberato immediatamente per essere restituito a legittimo assegnatario in tempi brevi, ma in questi casi, come già accade, basterebbe emanare linee guida per interventi immediati e uniformi sul territorio nazionale. Salvo poi perseguire l’occupante abusivo lasciando al giudice l’eventuale valutazione del fatto e l’eventuale applicazione dell’articolo 54 del codice di procedura penale sulla lievità del fatto in presenza per esempio di occupanti minori. Esistono sentenze anche della Corte Costituzionale che vanno in tal senso.”

“Detto questo e premettendo che le leggi sulle occupazioni già esistono e andrebbero semplicemente applicate, riteniamo che il rischio sia, con l’articolo 8, pensare che con pene più elevate si risponda ad una questione sociale. Tra le criticità dell’articolo 8, non del tutto chiarite, e quella di vedere una famiglia con regolare contratto di affitto ma con sfratto da morosa incolpevole, quindi senza un titolo per permanere nell’abitazione, di vedersi applicate le pene previste dall’articolo 8 senza alcuna tutela. Le questioni relative alla applicazione dell’art. 8 devono essere trattatale con molta attenzione dal governo e dal parlamento. In tale contesto abbiamo segnalato come sull’articolo 8 del disegno di legge in esame è già intervenuto con atto scritti il Relatore Onu sul diritto alla casa che si è espresso negativamente su questi atti in quanto violerebbero il Diritto alla casa sancito dall’articolo 11 del “Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali” sottoscritto dal nostro Paese fin dal 1977 con la legge 883. Appare evidente che se l’Italia intende procedere con l’articolo 8 farebbe bene a disdettare il patto internazionale. Noi riteniamo, al contrario, che l’Italia debba attrezzarsi per fornire risposte concrete alle famiglie in precarietà abitativa perché se ci fossero case pubbliche sufficienti e gestite bene non ci sarebbero più occupazioni abusive. Per questi motivi abbiamo chiesto alle Commissioni parlamentari che l’articolo 8 dell’AC 1660 sia stralciato o soppresso. Perché potremo avere sicurezza quando ogni persona avrà un tetto sulla testa”

Unione Inquilini
Segreteria Nazionale

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