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ALER Milano. Mercoledì 6 maggio Manifestazione Unitaria: Concentramento ore 16 Piazza Piola Presidio ore 17 Viale Romagna 26

DICIAMO NO ALLA DERIVA ANTISOCIALE E ALL’ABBANDONO DEI QUARTIERI

La situazione di ALER Milano, azienda dipendente dalla Regione Lombardia rispetto a scelte politiche e operative, sta continuando a peggiorare.

Gli interventi di riqualificazione dei quartieri sono di fatto fermi, le case continuano a degradarsi per la mancanza di manutenzioni ordinarie e programmate, gli ascensori restano fermi per mesi, i servizi sono inefficienti e costosi, molti quartieri vengono lasciati in stato di abbandono.

Mentre lascia colpevolmente degradare il patrimonio, l’ALER abbandona progressivamente il suo ruolo sociale subordinandolo alla sostenibilità economica.

  • L’ALER ha unilateralmente deciso di non applicare più l’accordo sul recupero della morosità a chi ha una pratica legale e, anche tramite gli avvocati esterni, chiede acconti insostenibili, bloccando di fatto le possibilità di piani di rientro per chi ha debito, preferendo andare avanti con gli sfratti invece di recuperare soldi.  ALER afferma di voler rivedere l’accordo, ma in realtà continua a rinviare ogni confronto con i sindacati inquilini.
  • I contributi per il pagamento del riscaldamento degli inquilini nelle fasce più basse sono totalmente insufficienti.
  • Crescono le spese condominiali addebitate agli inquilini e ALER rende sempre più difficile controllare la correttezza dei consuntivi.
  • Le UOG non hanno le risorse umane ed economiche per garantire servizi all’utenza e interventi manutentivi adeguati.
  • Le autogestioni, pur non avendo nessuna competenza o responsabilità in materia di morosità, vengono pretestuosamente minacciate di revoca dove esistono alti livelli di morosità, con il rischio che un ritorno alla gestione diretta dell’ALER determini un peggioramento dei servizi.
  • La scelta di ALER e Regione di non dare alcuna possibilità di regolarizzare la propria posizione a chi ha occupato per necessità alloggi vuoti spesso da anni, oltre a mettere queste famiglie in una situazione di drammatica precarietà abitativa, non permette ad ALER di ampliare la base dei paganti e incamerare soldi con i piani di rientro. Nel frattempo si intensificano gli sgomberi di famiglie in difficile condizione economica, con minori o persone malate.

Intanto, mentre il numero degli alloggi vuoti non accenna a diminuire, rimanendo sempre  vicino a quota 10.000, centinaia di alloggi vengono sottratti all’edilizia popolare per venderli o destinarli alla cosiddetta valorizzazione (alloggi destinati, spesso in convenzione con aziende, a inquilini con redditi superiori a quelli consentiti per entrare nelle case popolari e con affitti più alti) facendo sì che in molti quartieri gli alloggi vuoti non vengano più destinati alle nuove assegnazioni o ai cambi alloggio. Nel 2025 ALER, a differenza del Comune di Milano, non ha destinato nemmeno una casa per i SAT, alloggi destinati all’emergenza abitativa.

I sindacati inquilini dicono basta a tutto questo e promuovono l’organizzazione dal basso degli abitanti. Per ottenere condizioni di vita dignitose nei quartieri ALER e una gestione sociale e attenta ai bisogni degli abitanti chiedono:

  • lo stanziamento da parte della Regione Lombardia di fondi strutturali ed adeguati a un’area metropolitana, sia per le manutenzioni sia per il supporto alla locazione sociale, a partire da quelli a sostegno del costo del riscaldamento che continua ad aumentare a seguito degli aumenti dei costi dell’energia conseguenti alle guerre in corso;
  • un vero confronto dell’Azienda con Comitati e Sindacati inquilini sulla gestione del patrimonio, a partire dalla completa applicazione del Protocollo sulle relazioni sindacali sottoscritto nel 2019;
  • il rispetto e la piena applicazione da parte di ALER dell’Accordo sul recupero della morosità del 2023;
  • Il rispetto degli obblighi manutentivi di ALER e una gestione efficiente dei servizi a costi sopportabili per gli inquilini;
  • la salvaguardia dell’esperienza delle autogestioni, che comprende il regolare pagamento dei fornitori da parte di ALER
  • l’assegnazione degli alloggi vuoti e lo stop ai processi di sottrazione di alloggi tramite la cosiddetta valorizzazione, che danneggia sia chi già abita in una casa popolare sia chi aspetta di averla;
  • lo stop a sfratti e sgomberi di famiglie in stato di bisogno e la regolarizzazione delle famiglie occupanti per necessità, come richiesto anche da molte associazioni del Terzo Settore e della società civile.
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