A nome dei promotori: Unione Inquilini e Alleanza Internazionale degli Abitanti. Firmato da oltre 300 associazioni, reti sociali e organizzazioni dell’abitare in tutta Europa
A nome dei promotori e degli aderenti, Unione Inquilini e Alleanza Internazionale degli Abitanti hanno consegnato alla Commissione Hous l’Appello Europeo sul Diritto alla Casa, portando dentro le istituzioni europee la voce delle comunità che vivono ogni giorno la crisi abitativa. La consegna, sostenuta da oltre 300 associazioni, segna l’apertura di un fronte comune che non intende più accettare l’inerzia e la frammentazione delle politiche sull’abitare.
La situazione è critica in tutto il continente. Oltre 43 milioni di famiglie pagano affitti che superano il 40% del reddito, l’edilizia pubblica è stata ridotta a una quota marginale del patrimonio abitativo, in alcuni Paesi sotto il 3%. Gli affitti sono aumentati del 35% in dieci anni, mentre i salari reali sono rimasti fermi. La turistificazione ha sottratto milioni di abitazioni alla residenza, trasformando intere città in mercati immobiliari dove chi lavora non può più permettersi di vivere.
A tutto questo si aggiunge un elemento che le reti sociali denunciano con forza: la spesa europea e nazionale si sta orientando verso il riarmo e l’economia di guerra, mentre gli investimenti sull’abitare restano marginali. Gli Stati membri aumentano i bilanci militari, ma non destinano risorse adeguate alla manutenzione dell’edilizia pubblica, alla costruzione di nuove case sociali, alla regolazione degli affitti brevi o alla protezione degli inquilini. In un contesto di crisi sociale, climatica e abitativa, questa scelta politica pesa come un macigno: si finanzia il riarmo, non il diritto alla casa.
Questi dati mostrano una realtà evidente: l’Europa non dispone di una politica abitativa comune, e il vuoto di coordinamento tra gli Stati membri sta aggravando la crisi. La consegna dell’Appello alla Commissione Hous rompe questo silenzio istituzionale e chiede che l’Unione assuma un ruolo chiaro nel definire criteri vincolanti per l’uso dei fondi pubblici e nel sostenere investimenti strutturali sull’abitare, invertendo la rotta rispetto alle priorità di spesa attuali.
L’Appello indica tre priorità immediate. Una definizione europea vincolante di Social Housing, per impedire che i fondi pubblici vengano dirottati verso progetti privati mascherati da edilizia sociale. Un Fondo Europeo per la manutenzione e la riqualificazione dell’edilizia pubblica, indispensabile per fermare il degrado di milioni di case popolari e sostenere la transizione energetica. Una partecipazione strutturale delle reti sociali ai processi decisionali, perché le politiche sulla casa non possono essere scritte senza chi la crisi la vive sulla propria pelle.
Unione Inquilini e Alleanza Internazionale degli Abitanti chiedono un incontro immediato con il Commissario Dan Jørgensen e con i membri della Commissione per discutere nel merito le proposte dell’Appello. A settembre le organizzazioni convocheranno un’assemblea europea che definirà la data della delegazione ufficiale a Bruxelles, nella quale verrà richiesta una seconda riunione formale.
La consegna dell’Appello è solo l’inizio. Le comunità europee non resteranno in silenzio mentre la casa viene trasformata in un asset finanziario e mentre le risorse pubbliche vengono assorbite dal riarmo. La mobilitazione continuerà finché l’Europa non riconoscerà che la casa è un diritto, non una merce.
Contatti stampa
Silvia Paoluzzi – Segretaria nazionale Unione Inquilini
segretaria.silviapaoluzzi@unioneinquilini.it
Cesare Ottolini – Coordinatore globale International Alliance of Inhabitants



