Paoluzzi: “Lavoro, casa, studio e welfare sono ormai una stessa battaglia sociale”
Abbiamo scritto al Segretario Generale della CGIL, Maurizio Landini, per chiedere che il sindacato si faccia promotore, all’interno della CES e del sindacalismo europeo, della costruzione di uno sciopero generale europeo che metta al centro il lavoro, il diritto all’abitare, il diritto allo studio e il welfare”
Lo dichiara Silvia Paoluzzi, Segretaria Nazionale dell’Unione Inquilini
Accogliamo con favore lo sciopero generale del 20 novembre e il percorso di convergenza con le mobilitazioni studentesche. Ma oggi è necessario compiere un passo in più: unire le lotte. Salari sem
mobilitazioni studentesche. Ma oggi è necessario compiere un passo in più: unire le lotte. Salari sempre più bassi rispetto al costo della vita, affitti insostenibili, emergenza abitativa e precarietà colpiscono milioni di persone in tutta Europa. Sono problemi diversi solo in apparenza, che riguardano la stessa crisi sociale.”
“La questione abitativa è ormai una delle principali emergenze europee, come dimostrano le grandi mobilitazioni contro la rendita e la speculazione che attraversano diversi Paesi. Per questo la risposta non può fermarsi ai confini nazionali.”
“Mentre l’Unione Europea investe risorse sempre maggiori nel riarmo, casa, scuola, università, sanità, welfare e lavoro stabile vengono trattati come costi. Noi pensiamo invece che debbano rappresentare la priorità delle politiche pubbliche.”
“Le scelte che producono precarietà lavorativa, povertà abitativa e impoverimento sociale sono sempre più determinate a livello europeo. Per questo anche la mobilitazione deve assumere una dimensione continentale. Chiediamo alla CGIL di avanzare una proposta concreta di sciopero generale europeo e di aprire una nuova stagione di iniziativa comune tra sindacati, movimenti sociali e studenti.”
“Alla fine di novembre saremo a Bruxelles insieme alle principali reti europee per il diritto all’abitare. È il momento di costruire una risposta comune e affermare che lavoro, casa, formazione e welfare valgono più delle spese militari e delle politiche di guerra.”



