martedì, Luglio 23, 2024
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Unione Inquilini sostiene lo sciopero transfemminista: la donna non è della casa, ma la lotta per la casa è sicuramente donna

L’8 marzo Unione Inquilini partecipa allo sciopero transfemminista dal lavoro produttivo e allo sciopero sociale contro la violenza patriarcale.
Scendiamo in piazza per lo sciopero globale contro tutte le guerre, per le donne palestinesi e il loro popolo, perché ci sia un immediato cessate il fuoco, per la pace.
Scendiamo in piazza per colpire quella economia di guerra a cui siamo sottoposti che sul nostro sangue cumula profitti a scapito del nostro benessere e dignità.
Un’economia di guerra che si traduce ogni giorno nella mancanza di risorse per incrementare le politiche abitative gettando in strada intere famiglie senza garantire il passaggio di casa in casa.
La casa è stata e continua ad essere per molte donne una trappola, una prigione, un luogo oscuro da cui non poter fuggire. Invece noi pensiamo che la donna non debba mai essere della casa, ma sappiamo bene che la lotta per la casa è sicuramente donna. Unione Inquilini quest’anno non lo dice solo, ma lo ha applicato eleggendo proprio una giovane donna al vertice della propria struttura. Silvia Paoluzzi è la prima donna in Italia a ricoprire il ruolo di segretaria nazionale in un sindacato di inquilini. Nella segreteria nazionale e in tutte le sedi le donne sono protagoniste delle lotte per l’abitare e si fanno spazio guidando la struttura che corre verso il ricambio generale e pronta alle sfide di una politica che sta escludendo tutti i corpi intermedi dal dibattito pubblico e dalla rappresentatività cercando di imbavagliare il grido di dolore di 6 milioni di persone che vivono in povertà assoluta e in precarietà abitativa.
L’ 8 marzo saremo in piazza per rivendicare i diritti delle donne che questo stato direttamente e indirettamente sta smantellando.
In particolare, come sindacato inquilini vogliamo ancora ribadire il dovere dello stato di creare e rafforzare percorsi abitativi specifici per donne sole, che tentano di uscire da percorsi di sopraffazione e violenza.

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