martedì, Luglio 23, 2024
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Milano: No alla cessione degli alloggi del Pio Albergo Trivulzio a INVIMIT!

Il 13 giugno, alle ore 16 Unione Inquilini, SUNIA, SICET e il Coordinamento dei Comitati Inquilini organizzano un presidio a Palazzo Marino in occasione della presentazione di un ordine del giorno in consiglio comunale.

Bruno Cattoli, segretario Unione Inquilini Milano: “Milano è diventata capofila in Italia di operazioni di finanziarizzazione immobiliare, la cui finalità è la cosiddetta valorizzazione, espressione che, tradotta in termini più espliciti, significa ricavare maggiore rendita, attraverso operazioni che mischiano investimenti pubblici e interessi privati. Il caso Del Pio Albergo Trivulzio e del ruolo di una SGR di diritto privato ma capitali pubblici, come INVIMIT, rappresenta un tassello importante di questo nuovo sacco della città. Regione Lombardia e comune di Milano non sono estranei a questi processi, anzi ne sono attori protagonisti, con progetti che intendono affidare migliaia di immobili a fondi immobiliari per trasformarli, almeno in parte cospicua, in alloggi da togliere dall’ERP e gestire in forme privatistiche. Dismissioni, aumento dei canoni, sfratti, espulsione della residenza popolare verso periferie più estreme ne sono la logica conseguenza. Stiamo organizzando la resistenza e costruendo forme unitarie di mobilitazione per opporci e vincere una battaglia che è per i ceti più deboli e per tutta la città.”

Di seguito il testo della denuncia e delle richieste dei sindacati e dei comitati inquilini.

Il Pio Albergo Trivulzio vuole conferire i propri alloggi al fondo immobiliare INVIMIT SGR: si tratta di circa 800 alloggi, in parte locati e in parte vuoti.

Questo patrimonio immobiliare costituisce un polmone di affitti, in parte a canoni concordati, fondamentale per Milano e provincia.

Non si tratta di una cessione della gestione, come il commissario straordinario avvocato Francesco Paolo Tronca continua a dire, ma di una vera e propria cessione della proprietà di questi appartamenti a INVIMIT, con il rischio di aumenti degli affitti, sfratti o di future alienazioni.

La situazione economica disastrosa del PAT, che non sottovalutiamo, non è una responsabilità dei suoi inquilini, molti dei quali sono pensionati che vivono in questi appartamenti da decenni, con redditi comunque limitati.

Questa operazione è stata avviata e viene condotta nella totale disinformazione degli inquilini e delle loro rappresentanze sindacali.

Nell’incontro tenutosi fra le parti del 9 maggio, i sindacati inquilini e il Coordinamento dei Comitati Inquilini avevano rappresentato la propria contrarietà al conferimento e avevano chiesto precise garanzie sul rinnovo dell’accordo sindacale sugli affitti (scaduto il 31/12/2020), sulla sospensione degli sfratti in corso, sul mantenimento della continuità amministrativa e sul ristabilimento di un normale canale di informazioni su questa vicenda.

Nulla di ciò è avvenuto, mentre ormai appare chiara la volontà del PAT di procedere unilateralmente in breve tempo sulla strada del conferimento degli immobili ad INVIMIT!!!

SUNIA-SICET-UNIONE INQUILINI e il Coordinamento dei comitati inquilini del PAT ribadiscono la propria totale contrarietà a questa operazione e chiedono:

  • la sospensione di questa operazione e di tutti gli atti amministrativi, per aprire un reale confronto fra istituzioni (Comune e Regione), sindacati e inquilini, per individuare soluzioni alternative
  • che venga reso disponibile l’intero piano di risanamento dell’ente    e vengano resi   noti   gli   atti   amministrativi   adottati   dal   PAT   per   la  gestione   del patrimonio e del rapporto con INVIMIT
  • la sospensione di tutti gli sfratti e dell’invio delle lettere di disdetta  e il rispetto degli accordi già presi con i singoli inquilini  e i sindacati inquilini
  • il rinnovo dell’accordo sindacale sui canoni concordati e, più in generale, l’avvio immediato di una trattativa sul rinnovo di tutti i contratti di locazione
  • che vengano assegnate tutte le abitative sfitte con criteri sociali
  • che vengano interrotte le cessioni di alloggi a favore delle società che gestiscono gli affitti brevi.

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