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Documenti allegati – XVIII congresso Unione Inquilini

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L’Internazionalismo dell’Unione Inquilini

Contributo al documento congressuale 2026

L’internazionalismo è uno dei pilastri costituenti e portanti dell’Unione Inquilini: ci ha consentito di disporre puntualmente di informazioni, strumenti di analisi, relazioni e strumenti di iniziativa solidale, indispensabili per capire ed agire con cognizione di causa ed efficacia, dal livello locale a quello nazionale, europeo ed internazionale, per contribuire a fornire risposte adeguate utili alla difesa delle classi popolari colpite dalla crisi abitativa strutturalmente fondata sulle politiche neoliberali, nonché alla resistenza e alla riaggregazione dei soggetti sociali e politici impegnati su questo fronte.

L’Unione Inquilini non ha un settore “internazionale” staccato dal resto, ma è impegnata ad innervare questo “internazionalismo” in tutto il sindacato e nei rapporti con le altre organizzazioni. Questo impegno, in collegamento con l’Alleanza Internazionale degli Abitanti che ha contribuito a fondare oltre 20 anni fa e di cui mantiene il coordinamento, è capace di  analisi, scambi di buone pratiche, alleanze, mobilitazione solidale transnazionale.

Perciò l’Unione Inquilini è riconosciuta come uno dei principali attori nella difesa del diritto alla casa a livello internazionale, in particolare nel contesto europeo e mediterraneo, con un ruolo di leadership riconosciuto sia da altre organizzazioni e reti internazionali che dalle istituzioni internazionali dei diritti umani.

Capire per far fronte a Guerre ed Intelligenza Artificiale, motori del rilancio dell’estrazione della rendita

Il nostro internazionalismo ci consente di capire come la finanziarizzazione del settore immobiliare, stia sfondando sempre più i confini nazionali, alimentando ed essendo alimentata dalle politiche di guerra ed imperialistiche. E’ strettissima la relazione (spesso sono gli stessi soggetti) tra chi finanzia i “domicidi” a Gaza, cioè la distruzione delle case, e chi propone di ricostruire per rilanciare il ciclo di estrazione della rendita. Una finanziarizzazione che, con la crescente pervasività delle piattaforme immobiliari, utilizza l’Intelligenza Artificiale per creare “cartelli”, paravento di proprietari sempre più irresponsabili, che con algoritmi anti-concorrenziali, sfuggono alla normativa e al fisco, gonfiano artificialmente i prezzi e amplificano le discriminazioni.

Capire è il primo passo per fare fronte. Purtroppo, finora, in Italia non lo fa nessuno.

L’Unione Inquilini lo sta facendo.

Campagna Sfratti Zero: difesa dei diritti umani, degli attivisti, del multilateralismo ONU

La Campagna Sfratti Zero, con la punta di lancia della mobilitazione sempre più estesa delle Giornate Mondiali Sfratti Zero ha questo significato:  attivare tutti i mezzi necessari, dai picchetti fino all’ONU (ricorsi al Comitato, interventi e visita del Relatore sul diritto alla casa, dossier a UPR 48, Ginevra) per radicare la mobilitazione sul rispetto dei diritti umani ratificati dal nostro Paese, in conflitto radicale con la loro violazione strutturale. In questo modo si coniuga l’obiettivo concreto della sicurezza abitativa con la difesa della legittimità/legalità dell’azione degli attivisti attaccati dal Pacchetto Sicurezza e degli strumenti del multilateralismo ONU attaccato, in particolare, dagli USA ed Israele.

Il fronte Europeo: politiche per la casa e la pace, non per le guerre

L’impegno sul fronte europeo ci ha consentito di articolare l’iniziativa in collaborazione con reti e movimenti per la casa dei diversi Paesi (FEANTSA, IUT, PAH, EAC, …), e con le forze politiche di sinistra e progressiste (The Left, Partito della Sinistra europea, Verdi, AVS) sostenendo una piattaforma che rivendica un Piano Casa europeo (divieto degli sfratti senza il passaggio ad “abitazione alternativa adeguata”, sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica sostenibile e di qualità, contro le privatizzazioni, calmierazione e regolazione delle locazioni cominciando da quelle di breve durata). Risultato: la Risoluzione del Parlamento Europeo del 2021, che, su queste basi avrebbe dovuto guidare il Piano Europeo.

La politica di Rearm EU, ha invece come conseguenza il taglio del welfare, in particolare abitativo, per pagarne i costi, delegando alla BEI politiche fondate sulla redditività degli investimenti, non sul diritto alla casa.

L’Unione Inquilini, sottolineando lo strettissimo legame tra mobilitazione contro la guerra e quella per la casa, è impegnata a rilanciare la mobilitazione assieme alle altre reti e organizzazioni sociali e politiche, ai diversi livelli per ottenere un vero Piano casa europeo.

Per un Internazionalismo di Lotta: Dal Quartiere all’Europa e al Mondo

Il Congresso dell’Unione Inquilini riafferma l’internazionalismo come una necessità politica imprescindibile. La precarietà abitativa è un fenomeno globale guidato da dinamiche finanziarie transnazionali: per questo, la connessione tra le lotte locali e la dimensione globale rappresenta l’unica risposta efficace.

In quest’ottica il Congresso riafferma il ruolo di Unione Inquilini e valuta positivamente la collaborazione con l’Alleanza Internazionale degli Abitanti (IAI) come tessitore di alleanze e coalizioni che con percorsi partecipativi contribuiscono con proposte e iniziative per l’affermazione del diritto all’abitare. Perciò rilancia e consolida la collaborazione con IAI e il suo sostegno in una sfida operativa volta a superare le attuali criticità attraverso il coinvolgimento diretto di ogni sede territoriale e del coordinamento nazionale.

L’Unione Inquilini si impegna perciò a:

  • Sistematizzare l’Informazione: Strutturare un flusso informativo capillare e costante affinché ogni sede sia messa in condizione di conoscere e condividere le dinamiche internazionali, affinché la consapevolezza globale diventi patrimonio comune di ogni militante.
  • Qualificare la Formazione e l’Analisi: Potenziare gli strumenti di analisi e di intervento sulla questione abitativa a livello europeo e globale. È prioritario fornire alle sedi le competenze tecniche per l’utilizzo di strumenti giuridici internazionali, come i ricorsi al Comitato ONU per i Diritti Economici, Sociali e Culturali, per trasformare la violazione del diritto alla casa in una vertenza di rilievo sovranazionale.
  • Promuovere lo Scambio di Pratiche: Favorire il mutuo apprendimento attraverso la condivisione di esperienze di lotta, progetti europei e modelli di gestione dell’abitare. Imparare e contribuire alle vittorie e alle resistenze di altri paesi è fondamentale per innovare le nostre strategie sul territorio.
  • Rafforzare l’impegno e le alleanze sociali e politiche a livello Europeo e dell’area del Mediterraneo per un Piano Europeo per la casa fondato sul Pilastro sociale europeo n. 19 (diritto alla casa) e l’accoglienza dei migranti.
  • Agire la Solidarietà Transnazionale: Rafforzare l’organizzazione e l’impatto delle Giornate Mondiali Sfratti Zero e garantire una partecipazione attiva alle campagne di solidarietà internazionale. Portiamo il nostro sostegno concreto alle resistenze collettive contro gli sgomberi, come nel caso emblematico della comunità di Prosfygika ad Atene, riconoscendo in quelle barricate la medesima lotta che conduciamo nelle nostre città.

Il rafforzamento di questo fronte internazionalista è la premessa indispensabile per contribuire alle re-esistenze per la pace e il multilateralismo, arginare l’offensiva contro il diritto all’abitare e la criminalizzazione degli attivisti, conquistare vittorie concrete per le classi popolari, in particolare inquilinə e abitanti.

RELAZIONE SEGRETERIA NAZIONALE

L’Unione Inquilini è rimasta in rete con movimenti e associazioni sia studentesche che non per cercare di sistematizzare e rendere effettivamente intersezionale la lotta sulla casa.

La prima e più rilevante esperienza nasce dal lavoro che si può fare nelle sedi. La giornata sfratti zero di quest’anno ha dimostrato come partire dalla questione abitativa studentesca colga nel segno.

E infatti in tante città di Italia sta dilagando la piaga degli student hotel che sono in realtà strutture ricettizie vere e proprie e che contaminano il mercato abitativo, drogando gli affitti e rendendo inaccessibili le città universitarie per student* a basso reddito.

La partecipazione sia nelle piazze che con i comunicati è stata ampia anche in relazione al movimento transfemminista e all’intersecarsi dei diritti delle donne e delle soggettività discriminate per ottenere indipendenza economica strettamente connessa alla dignità e indipendenza abitativa: le case possono diventare una prigione.

Ugualmente l’unione inquilini si è mossa in tutte le reti che si sono create a livello locale e nazionale per cercare di tenere insieme la questione sociale, intesa come subalternità della maggior parte di persone a un sistema economico che schiaccia e stritola in favore della ricchezza di pochi.

Per queste ragioni unione inquilini è stata all’interno del movimento stop rearm europe e anche in questo contesto si incontrano nei nodi locali come nazionali i movimenti e le associazioni studentesche con cui anche su questo fronte si costruiscono ponti trasversali.

Altro bacino importante per relazionarsi alle realtà studentesche e di movimento, oltre che sindacali e maggiormente strutturali, è stato partecipare al Social Forum abitare con cui anche è stata condivisa l’esperienza dell’assemblea Europea indetta da The Left.

Questa esperienza presenta a mio avviso diverse perplessità nel senso che il focus rischia di essere spostato su grandi principi generali ma con grosso timore di scelte radicali e di interventi davvero rivolti alle 650 mila persone in attesa di casa popolare. In buona sostanza il rischio di spostare l’attenzione su modelli di social housing con diretto coinvolgimento di soggetti che in qualche modo possono direttamente o indirettamente trarne un qualche profitto io l’ho avvertito. E il profitto rimane il principale nemico per la questione abitativa.

Oltre a questo devo segnalare che mi si sono presentate diverse occasioni di relazione e conoscenza di realtà diverse, dal momento che ho personalmente contribuito alla redazione di un articolo sulla rivista jacobin dove ho chiesto di essere indicata come componente delle segreteria nazionale dell’unione inquilini. In questa veste sono stata chiamata a parlare in diversi dibattiti (firenze, arezzo, spezia,oltre a Pisa ed è in programma Lucca) e in queste occasioni mi sono interfacciata di volta in volta con soggetti diversi (Dai movimenti della piana fiorentina con Sandro Targetti, alla gkn, alla Salis, al segretario del Sunia di Spezia) e in tutti i casi il lavoro dell’unione inquilini è chiaro, riconosciuto e presente.

Credo che l’aspetto più importante per il futuro sia continuare a lavorare per la credibilità politica che l’unione inquilini ha nella sua storia e nel suo operato, continuando ad allargare la cerchia di persone che a noi possono avvicinarsi. Perché questo possa essere fatto è decisivo capire come attrarre persone giovani, motivate alla lotta abitativa ma con la strutturazione di percorsi di formazione politica che non disperdano quanto le precedenti generazioni hanno messo a frutto nel tenere insieme le battaglie di unione inquilini. Perché questo possa essere compreso serve tempo e anche momenti formativi, organizzati anche in modalità online magari, così da fare rete tra le sedi, il tutto senza dimenticare mai che prima di tutto le persone che si rivolgono a noi chiedono aiuto e questo noi a loro dobbiamo loro fornire, sistematizzando in una grande battaglia collettiva lo stato di cose che ci troviamo davanti.

Giulia Contini

Segreteria Nazionale

Resp. Studenti e affitti brevi

Contributo: per l’applicazione della Legge 124 del 2013

La crisi economica del 2009 provocò a Livorno migliaia di sfratti per morosità incolpevole, per fronteggiare questa emergenza l’Unione Inquilini riorganizzo I picchetti antisfratto (gli sfratti per finita locazione erano già salvaguardati dall’art. 17 della L.R.T. 96/96 che assegnava una quota rilevante di case popolari.

I nostri picchetti organizzati per far rispettare la tutela prevista dalla Costituzione in difesa delle famiglie socialmente e economicamente deboli, furono finalizzati ad ottenere dalla Giunta Regionale Toscana una normativa per la tutela della morosità incolpevole che finalmente fu emanata nel 2012 (l’assessore alla Casa era Salvatore Allocca) la L.R.T. n° 75 presentata da Monica Sgherri. In seguito la campagna nazionale dell’Unione Inquilini PERDI IL LAVORO, PERDI LA CASA conquistò nel 2013 dal Governo Letta la legge nazionale n°124.  Possiamo sostenere che fu figlia legittima della legge regionale toscana

Abbiamo impiegato, ancora,  alcuni mesi con continue mobilitazioni dentro e sotto le case degli sfrattati e in molte sedi istituzionali: (Consiglio Comunale e Prefettura) finalmente nel maggio del 2013 è stata costituita la Commissione Territoriale per il contrasto del disagio abitativo composta dalle parti sociali sindacati e proprietà immobiliare e dall’Amministrazione Comunale, che iniziò a verificare l’incolpevolezza, per attuare il differimento dell’esecuzione fino al passaggio da casa a casa, (terzo canale previsto dalla Legge 124/13) risarcendo il proprietario con un indennizzo pari al canone concordato.

In alternativa, con finanziamenti nazionali, la Commissione in cambio di nuovo contratto a canone concordato, risarciva il proprietario per i  canoni non riscossi (primo canale), oppure offriva finanzianti all’inquilino per un nuovo contratto a canone concordato o sostenibile in un’altra abitazione (secondo canale).

Dalla costituzione della Commissione Territoriale per il contrasto del disagio abitativo abbiamo spostato l’asse della lotta portandola nelle istituzioni per una puntuale applicazione della legge, perché tutti i soggetti istituzionali fossero impegnati seriamente a garantirne la fattibilità del passaggio da casa a casa, in tempi ragionevoli, predisponendo, oltre alla riserva di Erp fino al 40%, (prevista dalla Legge regionale n°2 del 2019) anche altra edilizia pubblica per ospitalità temporanea in attesa di assegnazione definitiva e per ottenere una sufficiente armonizzazione dell’esecuzione e dell’uso della forza pubblica, in base ai tempi e ai modi previsti per il passaggio da casa a casa, gli accordi con la Diocesi hanno permesso di ottenere alloggi provvisori in  attesa dell’assegnazione.

Abbiamo lavorato praticando un confronto continuo con gli assessori alla casa succedutisi nel Comune di Livorno e con gli altri sindacati casa, questo impegno ci ha portato a redigere un protocollo di intesa con la Prefettura molto avanzato che regola le soluzioni del disagio abitati.

Nel 2021 il protocollo (dopo l’esame e apprezzato dal Ministero dell’Interno) è stato finalmente firmato, e diventa codice operativo per il Comune di Livorno e Prefettura.

Abbiamo sintetizzato la gestazione della normativa sulla morosità incolpevole perché la crisi economica del 2009 – 2010 che ha colpito in modo grave la nostra città ci ha costretto a occuparcene dall’inizio, dunque la Legge 124/13 può diventare lo strumento principale per garantire il passaggio da casa a casa, e il nostro protocollo un modello operativo adottabile ovunque (con le ovvie modifiche legate alle diverse leggi regionale).

Ad esempio laddove le commissioni morosità incolpevole non sono previste dalla normativa dalle regioni, si può chiedere dei tavoli di crisi, chiedendo che siano ammessi anche i sindacati e che a questi tavoli sia affidato il compito di verificare la presenza dei titoli previsti dalle legge per accedere ai benefici della morosità incolpevole e programmare il passaggio da casa a casa.

Altrettanto fondamentale ci pare la progettazione di uno o più piani di rigenerazione urbana per il rilancio strutturale e non episodico di nuova ERP.

Purtroppo il Governo Meloni ha azzerato i fondi della morosità incolpevole e per il sostegno all’affitto, oltre al reddito di cittadinanza, le possibilità di riottenere queste risorse passa attraverso una nuova fase politica alternativa alle destre. Noi siamo impegnati a denunciare l’aumentata situazione di povertà che queste scelte hanno provocato.

Dal 2015 al 2020 sono arrivate molte risorse economiche per la morosità incolpevole, per esempio sono arrivate in Toscana 11.259,309 euro.

Occorre fare inchiesta per conoscere come queste risorse sono state spese e come usate dai Sindaci e rivendicando la composizione della Commissione Territoriale per il contrasto del disagio abitativo.

Naturalmente nella piattaforma casa con la coalizione delle forze politiche presenti in parlamento, deve contenere la proposta di rifinanziare: la morosità incolpevole, contributo all’affitto, il reddito di cittadinanza, e il ripristino delle migliaia di case popolari.

Infine abolire la cedolare secca ai contratti liberi

Paolo Gangemi

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