La dichiarazione di Silvia Paoluzzi, segretaria nazionale dell’Unione Inquilini.
“Unione Inquilini giudica insufficiente e sbagliato l’intervento contenuto nella Legge di Bilancio che riduce la cedolare secca al 5% per i contratti a canone concordato e all’1% per quelli stipulati con giovani under 35.
L’aumento del divario rispetto alla cedolare secca al 21% prevista per i contratti a libero mercato può teoricamente incentivare il ricorso al canone concordato. Tuttavia, senza misure che aumentino realmente l’offerta abitativa, limitino la speculazione e tutelino gli inquilini, il risultato rischia di essere soltanto un ulteriore vantaggio fiscale per i proprietari.
Il Governo Meloni continua ad affrontare l’emergenza abitativa quasi esclusivamente con incentivi alla proprietà e alla rendita, mentre resta sostanzialmente vuoto il Piano Casa, si punta su misure securitarie come il DL Sicurezza e si interviene per accelerare gli sfratti senza investire adeguatamente nell’edilizia pubblica e sociale.
La crisi abitativa non si risolve riducendo ulteriormente le tasse sulla rendita immobiliare. Servono invece una regolamentazione del mercato degli affitti, il contrasto agli affitti speculativi e turistici, un forte piano di edilizia residenziale pubblica e strumenti efficaci per riportare sul mercato gli alloggi oggi sottratti alla locazione abitativa.
Per questo l’Unione Inquilini chiede un cambio di rotta netto e rivolge un appello alle forze del centrosinistra e del campo largo impegnate nella costruzione del programma per le prossime elezioni: il diritto all’abitare deve tornare al centro delle politiche pubbliche.
Ribadiamo inoltre la richiesta di abolire la cedolare secca per i contratti a libero mercato, mantenendo eventuali agevolazioni esclusivamente all’interno di un sistema regolato e orientato alla funzione sociale della proprietà.
La casa è un diritto. Gli incentivi fiscali, senza regole e senza investimenti pubblici, non bastano a garantirlo.”



