Il testo dell’articolo su Radio Onda d’Urto e l’intervista al presidente dell’Unione Inquilini di Bergamo Francesco Macario
Oltre cento inquilini delle case popolari, nonostante la canicola e il giorno lavorativo, hanno partecipato alla manifestazione davanti all’Aler di Bergamo contro il caro-riscaldamento, promossa dall’Unione Inquilini e da vari comitati di abitanti. La protesta è iniziata più di un anno fa quando sono arrivati con un ritardo di tre anni i conguagli del costo del riscaldamento 2022: batoste di molte centinaia di euro e in alcuni casi anche di 1500-2000 euro che sono state rateizzate. Ora è giunto agli inquilini anche quello del 2023, nonostante molte famiglie non siano nemmeno riuscite a rientrare dal debito precedente. La mobilitazione è stata costruita con incontri ed assemblee nei caseggiati popolari e gli inquilini hanno anche cominciato a praticare l’autoriduzione come forma di lotta e di pressione chiedendo che i conguagli siano assorbiti dalla Regione come è avvenuto a Milano. L’Aler ha risposto ventilando ritorsioni nei confronti del sindacato e ha poi inviato lettere intimidatorie agli inquilini paventando lo sfratto; questa minaccia però non ha fatto desistere gli abitanti delle case popolari dalla lotta. “Le famiglie aderiscono alla protesta perchè proprio non ce la fanno a pagare, la vertenza è durissima”, spiega Francesco “Cocò” Macario presidente di Unione inquilini di Bergamo. Questo sindacato aveva chiesto un incontro alla presidenza dell’Aler che prima aveva accettato e poi oggi durante il presidio ha disdetto il tavolo.
Il resoconto del presidio e gli aggiornamento sulla lotta con Francesco “Cocò” Macario presidente di Unione inquilini di Bergamo Ascolta o scarica



