Ha avuto un grande successo il presidio convocato da diverse associazioni territoriali contro lo sfratto della Signora Pina, centenaria di Garbatella, simbolo della resistenza contro gli sfratti messi in campo dai fondi immobiliari.
Tra gli altri era presente anche l’Unione Inquilini, che è intervenuta nel corso della manifestazione.
Fare rete è l’unica strada possibile per sconfiggere la penetrazione dei fondi immobiliari che si stanno impadronendo di tanti stabili della zona, con il “cavallo di Troia” della Cassa Forense, uno dei tanti enti previdenziali scelleratamente privatizzati durante l’ubriacatura neoliberista.
Ieri a Via Badoero, c’erano più di cento persone, il comitato degli abitanti, il centro diritti del Municipio, il centro sociale La Strada, diversi comitati, associazioni, Unione Inquilini e ASIA, rappresentanti del municipio e del comune, Rifondazione Comunista e Sinistra italiana, tanti cittadini del quartiere.
Alcuni interventi hanno chiesto un intervento anche simbolo del sindaco, di requisizione dell’alloggio, comunque che il Fondo venga costretto a sedersi al tavolo di trattativa che finora ha snobbato con alterigia. Intanto, comunque, il risultato raggiunto: lo sfratto è stato rinviato a fine ottobre.
Il problema, però, è che il caso della Signora Pina, così eclatante per la contraddizione tra la spietatezza del Fondo immobiliare e la condizione dell’inquilina, è solo la punta dell’iceberg di una problematica più generale che parla dell’espulsione della residenza popolare e della proliferazione di operazioni di “valorizzazione della rendita” attraverso la conversione delle abitazioni in studentati privati che non garantiscono neanche il diritto allo studio perché saranno affittati a prezzi incompatibili con la stragrande maggioranza degli studenti fuori sede.
Lascia sbigottiti, infine, l’arroganza dei gestori del Fondo che, pizzicati sulla sensibilità, stavolta hanno degnato di una risposta, affermando che le abitazioni saranno ristrutturate per essere comunque nuovamente affittate. La maggioranza degli sfratti è per finita locazione. Se il Fondo vuole lasciarli in affitto, basta che rinunci alle azioni di rilascio. Non si può non vedere una profonda ipocrisia, non si spiega a chi sarebbe rivolto l’eventuale nuovo affitto e a quali prezzi. Particolari fondamentali.
Rimane una sensazione di forza, almeno possibile: se quanti presenti ieri a Via Badoero facessero rete e riproducessero questa capacità unitaria, gli sfratti senza soluzione abitativa adeguata e le operazioni speculative non avrebbero vita facile.



