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Milano: comunicato sullo sgombero di lunedì scorso contro una madre con 5 figli e il volantino che viene distribuito nella case dell’ALER sulle ultime malefatte dell’ente che si "occupa" delle case popolari


Comunicato stampa: dopo il vergognoso sgombero da parte di ALER Milano di questa mattina, donna con 5 figli pianta tenda davanti a Palazzo Marino per ottenere almeno un ricovero provvisorio

 

Questa mattina una donna madre di 5 figli. di cui tre minorenni, uno diciottenne ed un'altra di 22, con seri problemi di salute, sono stati sgomberati dall'ALER, con l' ausilio di circa 100 poliziotti in tenuta antisommossa, da un alloggio di via Belinzaghi 11, in zona Maciacchini.

La “brillante operazione”, che ha messo sotto scacco un intero quartiere e suscitato le proteste di molti abitanti dello stabile,dove la signora ere l'unica occupante, e cittadini solidali, si è conclusa dopo oltre 5 ore di forte tensione e senza che al nucleo fosse fornita una soluzione di accoglienza decente: l'unica soluzione  proposta è stata difatti quella di smembrare il nucleo familiare mandando in una comunità la donna con 2 figli, in un'altra l' altro minorenne e lasciare sulla strada i 2 maggiorenni, compresa la ragazza malata.

A rendere ancor più grave il comportamento di ALER, e delle “Forze dell'Ordine”, che in questa occasione nulla hanno fatto per trovare soluzioni non traumatiche, è il fatto che la famiglia è in carico ai Servizi Sociali del Comune ed i figli minori sono affidati a tale ente, che tale circostanza era conosciuta da ALER, che ha rifiutato di trovare soluzioni alternative allo sgombero come chiesto dai Servizi Sociali stessi.

Evidentemente il frequente richiamo di ALER ad una maggiore collaborazione con i Servizi Sociali Comunali vale solo quando si tratta di batter cassa.

Erano anni che non si vedeva da parte di ALER una operazione di tale gravità che contraddice anche i criteri di priorità decisi in Prefettura nel novembre 2014: non si trattava difatti di occupazione in fragranza di reato o comunque recente o di situazione delinquenziale e si trattava invece con tutta evidenza di sgombero a fortissimo impatto sociale di nucleo inserito in un percorso di sostegno sociale.

Desta pertanto particolare inquietudine che si programmino sgomberi di questo tipo, soprattutto avvicinandosi una fase elettorale nella quale molti sono più propensi a cercare facili consensi nei quartieri che a valutare razionalmente un problema come quello delle occupazioni abusive nel quale è necessario, come diciamo da sempre, distinguere il bisogno dal malaffare.

 

Nel pomeriggio la famiglia sfrattata si è recata, sostenuta da alcuni militanti del “Comitato diritto alla casa” e del Residence sociale “Aldo dice ventisei per uno” davanti a Palazzo Marino, dove sono state montate alcune tende. Al termine delle trattative e all'opera di mediazione del Consigliere comunale Alessandro Giungi si è giunti alla fine alla soluzione provvisoria del ricovero in albergo per una settimana, tramite il “Progetto Arca” di tutto il nucleo familiare, in attesa di trovare soluzioni più durature in raccordo con i Servizi Sociali

Tutta la vicenda, oltre a gettare pesanti ombre sui criteri di programmazione degli sgomberi, in quanto la vicenda di stamattina fa pensare che il gruppo preposto, che si riunisce in Prefettura, o non ha a disposizione o non tiene conto di elementi rilevanti quali i percorsi di assistenza in corso, ripropone il problema della soluzione da dare alle migliaia di famiglie occupanti senza titolo in stato di necessità che vogliono regolarizzare la loro posizione, ma a cui non è data la possibilità, a causa del continuo rinvio da parte del Comune dell' applicazione dell'art. 34 comma 8 della LR 27/09



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Data notizia23.07.2015

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